Sermig

Rivoli di solidarietà

Una bambina torna a vedere e due importanti aziende donano montature e lenti.
Il Sermig è arrivato all’età matura, 50 anni. Una lunga storia che ha messo radici all’Arsenale della Pace di Torino, all’Arsenale della Speranza di san Paolo in Brasile, all’Arsenale dell’Incontro in Giordania, sostenuta per il 93% dalla gente e dai giovani. Milioni di persone hanno aiutato altri milioni di persone, condividendo tempo, denaro, capacità professionali, cultura, risorse. Dietro questi numeri che ci lasciano giustamente stupiti, c’è la disponibilità di singole persone che si sono prese a cuore le vicende umane di altre singole persone.

Capita così che ogni giorno e ogni notte dell’anno c’è qualcuno che tiene aperto un centro di accoglienza, che studia l’impiego di nuove tecnologie per potabilizzare l’acqua di un villaggio, che accoglie ragazzi e ragazze in un oratorio di strada, che cura donne, uomini e bambini in un poliambulatorio per le persone in difficoltà, che condivide spazi di formazione e di dialogo con le nuove generazioni…

Qualche tempo fa all’ospedale oftalmico della nostra città si è presentata una mamma con la figlia di due mesi affetta da una grave patologia a entrambi gli occhi. Dopo l’intervento, la fornitura di una montatura e di lenti ad elevato potere sta consentendo a questa bimba uno sviluppo visivo il più naturale possibile. “Uno splendido esempio di collaborazione reciproca da parte di un ente benefico con una struttura ospedaliera – ha scritto il medico oculista curante – per il raggiungimento di un obiettivo comune che è il bene della bimba”.

Nel centro medico del Sermig non è una novità, anche perché fin dall’inizio dell’attività nel 1988, ai medici specialistici si sono affiancati tre ottici che a turno danno la propria disponibilità. Nel corso degli anni ci sono state diverse donazioni di farmaci e di materiali, e così le oltre 4.000 montature dell’azienda Marchon e le 3.500 lenti oftalmiche della Zeiss sono state accolte come una benedizione. I rivoli della solidarietà non vengono meno neanche in tempi difficili come questi, un buon segno che si trasforma in un moltiplicatore di speranza per tanta gente.


Claudio Maria Picco