Sermig

Qui per servire

di Annamaria Gobbato - “Da grande voglio fare il medico. Voglio aiutare i bisognosi, essere utile a chi non ha la forza di andare avanti”.

È una vocazione precoce, quella di Erminio Pampuri, il san Riccardo (il nome da religioso) segnato in calendario il 1 maggio. Nato in provincia di Pavia nel 1897, nel 1921 si laurea ma già nel 1917 in piena guerra dimostra con i fatti la fondatezza del suo desiderio, portando in salvo l’attrezzatura di un ospedale da campo durante la ritirata di Caporetto. Un giorno e una notte in mezzo alla tormenta su un carro trascinato da buoi gli varranno una medaglia al valore e una pleurite che si trascinerà dietro fino alla morte per tisi, a soli 33 anni.

Medico condotto nella campagna milanese, assiste i malati quasi sempre gratuitamente, procurando anzi medicine e alimenti. Il suo agire deriva da una fede profonda, quando non è in ospedale è in cappella a chiedere forza e salute per gli altri, e nel 1927 entra nell’opera dei Fatebenefratelli.

Un’altra passione sono i giovani: già ai tempi dell’università raduna attorno a sé molti coetanei e li coinvolge nelle visite ai poveri. Ora che esercita in campagna cerca e trova i giovani abbandonati a se stessi, li consiglia, li indirizza in un cammino di fede. Alcuni poi si faranno sacerdoti. A chi gli raccomanda il riposo, risponde: “Io sono qui per servire. Chi ha bisogno, gli anziani, i malati, i bambini, non conosce ora del giorno o della notte”. Passa indifferentemente dalla sala di consulto del primario alla scopa per le pulizie dell’ospedale. La sua giornata di medico condotto termina a notte, davanti all’eucaristia.

È chiamato il “santo dottore” e ben presto si dimostra tale anche dopo la morte, guarendo un bambino spagnolo ferito gravemente a un occhio. Viene canonizzato nel 1989 da papa Giovanni Paolo II.

Annamaria Gobbato
TERRA&CIELO
Rubrica di NUOVO PROGETTO