Insieme

- di Corrado Avagnina -  

Tutte le inchieste sul mondo dei giovani concordano su un dato, che è anche un po' scontato e risaputo, pur configurandosi come interessante ed intrigante. L'amicizia, soprattutto. Persino collocata ancora prima dei sentimenti che legano dentro le “storie” di coppia incipiente, altalenante, suggestiva.
Il gruppo, il “giro”, il crocchio ove ci si incontra, ci si confida, si sta insieme sembrano diventati i “luoghi” umani decisivi per le nuove generazioni. Che segnano anche il linguaggio talora da iniziati, il modo di vestire, i locali da frequentare.
Il sintomo che tutto questo mostra con chiarezza è sicuramente quello di una dimensione giovanile che ha paura della solitudine, che teme l'isolamento, che si preoccupa di avere appoggi alla portata, che intende esorcizzare ogni tipo di esclusione e di estraneità.

C'è chi afferma che oggi i giovani coincidono con una generazione “senza padri e senza maestri”, caratterizzandosi invece per l'intruppamento, il riparo, il rifugio nell'avviluppante cerchia di amici. Abdicando a camminare con le proprie gambe, affidandosi un po’ a puntelli assortiti. Come in ogni frangente umano, anche a questo proposito si possono cogliere gli aspetti più positivi ed incoraggianti. Gli amici costituiscono l'orizzonte di apertura all'altro, di condivisione, di solidarietà. Certo, bisogna anche fare i conti con i leader che vengono alla ribalta. Così come si corre il rischio di restar supìni, dentro un alveo che altri decidono o che le mode impongono. Essere amici è riuscire a respirare più forte, insieme. Ma essere amici dovrebbe anche significare un rapporto paritario, fatto di dare e ricevere. Guai ai contesti di amicizia in cui uno comanda e gli altri seguono. Non si va molto lontano. Anzi si va spesso alla deriva.
Conosciamo storie atroci di amicizie che hanno fatto leva sul “branco”, in cui hanno prevalso pulsioni penose e mortificanti, persino agghiaccianti.

Un percorso importante, nel quadro dell'amicizia che va per la maggiore, dovrebbe essere quello che disegna la crescita di ciascuno, non all'ombra degli altri, ma “insieme” agli altri. Senza bullismi, ritorsioni, ricatti, invidie, discriminanti, gelosie, strumentalizzazioni...
Forse c'è anche da rompere un po' il solito schema del “giro di amici”, per cui ci si ritrova essenzialmente per chiacchierare, divertirsi, uscire, passare il tempo. Non basta. Ci vuole pure un qualche obiettivo. Insomma occorre “stare insieme” per qualcosa di grande e di vero. Non disdegnando le grosse questioni del nostro tempo e magari provando a tentare qualche risposta nel piccolo mondo in cui si vive. Se questo sforzo ulteriore si compie, si possono fare “miracoli” di una certa consistenza. Su vari fronti. Allora l'amicizia costruisce il nuovo e non solo gratifica lì per lì, nel segnare il passo.

Insomma, ripartire dagli amici. Non è impossibile. Anzi è una scelta concreta, incarnata, pungolante. Infatti “strada facendo” o “facendo qualcosa”, gli uni accanto agli altri, si esce allo scoperto, là dove si può arrivare perfino ad incidere sulla piccola-grande storia.


 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

E' possibile modificare le opzioni tramite le impostazioni del Browser. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca su informazioni.