La formazione sconfigge la fame

- di Marco Grossetti - NP febbraio 2011 - 

I Mondiali di calcio nel 2014, le Olimpiadi a Rio de Janeiro nel 2016, l’enorme giacimento petrolifero scoperto a largo di Santos, la continua crescita economica. Vivere in Brasile oggi vuol dire essere dentro la storia, in un Paese dove tutto cambia, le opportunità si moltiplicano. Le riforme volute da Lula hanno portato ad una distribuzione più equa delle risorse: in un sistema che viene accusato di assistenzialismo, quasi tutti hanno la possibilità di andare a scuola e di avere un’alimentazione completa. Sullo sfondo restano un mare di problemi irrisolti, andatelo a dire ad un bambino di strada che adesso è tutto a posto. Le contraddizioni di un Paese dove c’è tanta gente senza terra, come nelle metropoli, e tanta terra senza gente come nel Sertão, il grande deserto. Una regione semi-arida, dove secondo dom Helder Camara per la fame poteva addirittura nascere una specie umana geneticamente modificata. E chi riusciva a mettere insieme due soldi si comprava un biglietto per Rio, San Paolo, Belo Horizonte. L’emigrazione era l’inizio della fine per moltissime famiglie, un viaggio di sola andata nel tunnel senza via d’uscita delle favelas.

L’INIZIO DI UNA NUOVA STORIA
Quando padre Aldo Lucchetta arriva nel Sertão negli anni ’70, trova comunità di poche decine di famiglie disperse in un territorio immenso, analfabetismo diffuso. La terra è arida, brutta, secca, brulla, nemica. Il sogno di una vita migliore diventa metodo grazie ad un’intuizione di padre Aldo, che copia un modello che si era sviluppato in Francia, e lo porta nel Sertão, adattandolo alla realtà brasiliana: le Scuole-Famiglia Agricole. Per aiutare la gente a rimanere sulla propria terra e non finire nell’inferno della favelas, imparando a convivere con la siccità, ed educando i bambini ed i giovani ad amare la propria terra, dominandola. Oggi sono circa duemila i ragazzi e le ragazze che studiano nelle 21 scuole della rete Aecofaba, l’Associazione delle Comunità e delle Famiglie Agricole della Bahia, dodici di primo grado, le nostre scuole medie, e nove di secondo grado, le nostre scuole superiori. Dove viene insegnato il lavoro agricolo in modo professionale attraverso la sperimentazione di nuove coltivazioni e di tecniche adatte all’ambiente. L’obiettivo è quello di formare degli agricoltori che diventino in diretta capaci di gestire una piccola azienda famigliare.

UNA PICCOLA RIVOLUZIONE
Il metodo educativo e didattico è quello della pedagogia dell’alternanza: a quindici giorni di scuola si alternano ciclicamente quindici giorni a casa. Dove il ragazzo spiega, racconta, si confronta. Insieme alla propria famiglia ed alla propria comunità compila dei questionari, valuta la possibile applicazione diretta delle tecniche che sta imparando. E poi torna a scuola. Davvero l’inizio di una nuova storia, una piccola rivoluzione, la possibile trasformazione di un’intera comunità. Perché è un po’ come se a scuola ci andassero tutti, anche chi rimane a lavorare la terra. L’allievo mantiene il legame con la sua comunità, in uno scambio continuo tra giovani ed adulti, tra scuola e famiglia. Da questo impegno nascono prospettive reali di promozione umana e sviluppo, viene valorizzata la responsabilità individuale, la libertà e la partecipazione rivolte al bene comune.
Aecofaba diventa anche una radio che informa, educa, unisce, e non lascia soli i contadini. L’80% dei 20 mila ragazzi usciti dalle Scuole Agricole non è scappato dal Sertão, rimanendo a lavorare la terra. Molti di loro sono impegnati politicamente, animano cooperative e associazioni locali, sindacati e gruppi di resistenza in tutto il territorio.

RESTITUIRE LE COMPETENZE
Il Sermig sostiene questo progetto, contribuendo da anni al pagamento dello stipendio dei monitores, gli insegnanti. Il metodo è quello di aiutare la gente ad aiutarsi, condividendo, oltre che materiali e risorse, conoscenze e competenze. Quando Joaquim de Oliveira, l’attuale presidente dell’Aecofaba, è venuto in Italia, ha visitato gli allevamenti d’eccellenza e di avanguardia delle campagne piemontesi senza smettere un attimo di scrivere. Prima di lui erano già venuti alcuni monitores, che erano entrati in contatto con diverse aziende agricole, incontrando tecnici ed esperti, cercando risposte concrete per far diventare amica una terra ostile. Perché la pioggia nel Nord-Est arriva, solo che arriva tutta insieme, e allora è partito un progetto per raccogliere l’acqua piovana dentro grandi cisterne. Ogni tanto sono i tecnici italiani ad andare in Brasile, come quando all’inizio degli anni ’90 è partito un progetto di apicoltura ancora oggi in piedi. A ogni ragazzo è stato proposto di avere due arnie, con impegno di restituirle, pagandole in denaro o in miele. Dopo pochi mesi ci erano riusciti tutti, poi hanno unito le forze per arrivare ad una produzione che permettesse di entrare sul mercato e diventare fonte di reddito. E mentre in Italia si studiava il modo di fare entrare il miele nel circuito del commercio equo-solidale, loro sono riusciti a venderlo a Salvador de Bahia, ad un prezzo superiore a quello ipotizzato per il mercato italiano.

LA STRADA SI APRE CAMMINANDO
I brasiliani hanno visto come è fatto il mondo, e oggi neanche a chi vive nel Nord-Est basta sopravvivere. Vogliono di più, altrimenti scappano verso Rio e verso San Paolo. L’agricoltura non può essere di pura sussistenza, deve essere in grado di inserirsi in un ciclo produttivo per offrire condizioni di vita migliore. Perché un ragazzo possa scegliere di fare l’agricoltore, deve vedere un reddito ed un futuro in questo lavoro. Sono tanti i progetti che Aecofaba sta portando avanti per restare al passo con una realtà in continuo cambiamento.
Le scuole si stanno tutte gradualmente trasformando in istituti di secondo grado, il metodo però non è cambiato: conoscere, riflettere, e poi agire. Aiutare i contadini a prendere coscienza delle proprie possibilità, attraverso corsi, incontri, discussioni, per convincerli che possono anche loro diventare allevatori, scegliendo l’unica attività in grado di creare una vera fonte di guadagno nel Sertão. Diventando consapevoli che hanno un grande valore tra le mani, la terra. Da sfruttare e valorizzare, perché il fazzoletto diventa più grande se sai cosa farci. Il progetto è di aumentare la terra dividendola e diversificandola: una parte del terreno al pascolo, una parte per le piantagioni di mais e fagioli, e una parte per la crescita di alberi da frutta adatti alla siccità. Tutto questo è possibile perché i piccoli agricoltori creano delle associazioni: insieme possono ottenere i finanziamenti dalle banche, avere accesso ai fondi che il governo mette a disposizione per la piccola e media agricoltura, installare dei pannelli solari o acquistare un trattore.

Una nuova storia è iniziata davvero: lo Stato, dopo tanti anni, ha riconosciuto le Scuole Agricole, ed aperto loro l’accesso al finanziamento pubblico, i magazzini sono pieni, le cisterne sono ad un buon livello, associazioni e cooperative funzionano davvero. Restare è possibile, anche in un posto chiamato il grande deserto. Non bisogna per forza scappare.


 

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