Il segreto

di Matteo Spicuglia - Un marziano di ampie vedute decise di visitare il pianeta Terra. “Voglio capire il segreto di quella umanità impazzita, – disse agli amici – il tratto che la contraddistingue, che la rende unica. Insomma, la sua bellezza”. Non c’era nessuno che lo potesse accompagnare, ma con i suoi poteri spaziali era in grado di fare tutto da solo, anche di guardare le cose dall’alto per provare a definirle meglio. Il marziano si mise così di impegno. A prima vista, notò le prove muscolari dei tanti leader del mondo: la corsa al nucleare di Donald, le manie di grandezza di Vladimir, le scaramucce da centinaia di migliaia di morti degli altri comprimari. “È questo il segreto?”. Impossibile.

Il marziano provò a guardare più da vicino. Vide le potenzialità del mercato, gli affari più o meno trasparenti, l’ingiustizia camuffata da opportunità, la frenesia di chi comanda. “È questo il segreto?”. Impossibile. I superpoteri spaziali però erano in grado di andare oltre, di capire e osservare ancora meglio mente e cuore di quegli uomini piccoli come puntini. Il marziano si concentrò e rimase colpito: vide le piccole e grandi liti quotidiane, la spavalderia di chi si sente migliore degli altri, la sicurezza di chi si crede un vincente. E ancora, l’ambizione che degenera nell’arrivismo, la smania di successo, il parlare a vuoto. “È questo il segreto?”. Impossibile.

Il marziano stava per arrendersi e tornare a casa, senza speranza, ma decise di darsi un’ultima possibilità. “Voglio vedere meglio. Voglio scoprire la bellezza di cui tutti parlano”. Fece un respiro, si concentrò e aguzzò la vista e dopo qualche minuto quello sguardo diventò ascolto e stupore. Ecco Marzia e la sua malattia: tanti turbamenti e paure, ma anche la voglia di lottare e non arrendersi. Ecco Marco e Lucia, a un passo dal loro sì per sempre: qualche dubbio, il futuro che a volte inquieta, ma l’amore che tutto copre, tutto fascia, sempre sostiene.

Ecco Antonio e il suo talento, il senso di inadeguatezza che arriva quando deve dare il massimo, ma anche la fiducia di spendersi, di mettersi in gioco, di non farsi bloccare. Ecco Luca e le ferite della sua storia, il senso del limite che può paralizzare, ma anche l’oltre così bello e così presente, lo stimolo a camminare nonostante tutto. Ecco Luigi e il suo impegno totale per gli altri: la sua stanchezza umana profonda, eppure così credibile perché non ha mai l’ultima parola. Ecco Franca e la sua scelta di non scendere a compromessi, anche se questo comporta una sofferenza intima che quasi nessuno sa cogliere. Ecco Paolo e il senso di fallimento per un legame naufragato, ma anche il coraggio che ti fa ripartire con un cuore sempre aperto. Ecco Teresa e tantissimi giovani come lei: paure, incertezza lavorativa, la fatica a immaginarsi un futuro, ma anche ideali bellissimi, sogni e progetti di bene, coltivati nel cuore e con un sorriso.

Il marziano guardava e i suoi superpoteri registravano tutto. Era contento adesso. Non essersi fermati alla prima impressione era stata la scelta giusta. Era contento e in fondo, aveva capito. Il marziano tornò a casa e a domanda degli amici rispose: “Ho scoperto la bellezza, l’essenza, il segreto. È unica! Sapete qual è? La forza della fragilità”.

Matteo Spicuglia
COSE CHE CAPITANO
Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

 

 

 

 

 

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