Sessione 2010 / 2011


Samir Khalil Samir (islamologo)
"Dentro la primavera araba"
Speranze e contraddizioni del Medio Oriente e del Nord Africa

Samir KhalilAll’Arsenale della Pace, il settimo appuntamento dell’Università del Dialogo. Il futuro delle rivolte arabe, la guerra in Libia, il ruolo dei giovani, il dialogo tra Oriente e Occidente, il confronto tra le religioni. È il tema dell’ultimo incontro dell’Università del Dialogo del Sermig, in programma martedì 17 maggio all’Arsenale della Pace di Torino. Ospite Samir Khalil, uno dei maggiori esperti di Islam a livello mondiale. Samir è autore di oltre 40 libri e di più di 500 articoli, consulente di numerosi uomini di Chiesa e di politici europei e medio-orientali. I suoi principali campi d'indagine sono: l'Oriente cristiano, l'Islam e l'integrazione dei musulmani in Europa, nonché le relazioni fra cristiani e musulmani.


A partire dalle ore 19,30, nell’Auditorium dell’Arsenale, Samir Khalil si confronterà con giovani e adulti sul tema “Dentro la primavera araba. Speranze e contraddizioni del Medio Oriente e del Nord Africa”.

L’Università del Dialogo è uno spazio di formazione permanente promosso dal Sermig, per guardare in faccia i problemi del nostro tempo e cercare di percorrere strade di speranza. Inaugurata in Vaticano il 31 gennaio del 2004 da papa Giovanni Paolo II, negli ultimi anni ha accolto testimoni di ogni orientamento, della cultura e dei media, dell’economia e della politica, della solidarietà e dell’arte. Adulti con responsabilità particolari disposti a confrontarsi con i giovani, realizzando anche in campo culturale quell’incontro tra generazioni che il Sermig considera indispensabile per cambiare il mondo. Quasi 4mila le presenze dell’ultimo anno.

Tra gli ospiti, l’arcivescovo di Baghdad mons. Jean Benjamin Sleiman, lo scrittore Erri De Luca, il direttore de La Stampa Mario Calabresi, l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, il giornalista Aldo Maria Valli, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, il conduttore Fabrizio Frizzi. Filo conduttore di ogni incontro il tema “Ogni porta ha la sua chiave”. Esiste un problema? Un muro insormontabile, una porta serrata che non lascia vie di uscita? Si può provare a sfondarla, con il rischio però di trovarsi di fronte ad una chiusura più grande. Oppure, con umiltà, si può cercare di trovare una chiave. Nei suoi 46 anni di storia il Sermig ha capito che l’unica chiave possibile per affrontare i problemi del mondo è la speranza. Una chiave che permette di aprire e soprattutto, di lasciare aperte per sempre, porte impensabili.  

 



Fabrizio Frizzi (Presentatore televisivo)
"Oltre lo schermo" Per non essere di plastica

Fabrizio FrizziAll’Arsenale della Pace, il sesto appuntamento dell’Università del Dialogo. Il conduttore ospite dell’Università del Dialogo del Sermig Il mito del successo, la smania di visibilità, il quarto d'ora di celebrità sognato e rincorso. E il mondo dei media tirato per la giacca, tra giudizi e pregiudizi. Se ne parlerà martedì 12 aprile all’Arsenale della Pace di Torino con Fabrizio Frizzi. Il conduttore di Rai Uno è l’ospite del nuovo incontro dell’Università del Dialogo. A partire dalle ore 19, nell’Auditorium dell’Arsenale, un confronto a tutto campo con giovani, adulti e gruppi di ascolto di altre città italiane in collegamento video, sul tema “Oltre lo schermo. Per non essere di plastica”.

L’Università del Dialogo è uno spazio di formazione permanente promosso dal Sermig, per guardare in faccia i problemi del nostro tempo e cercare di percorrere strade di speranza.
Inaugurata in Vaticano il 31 gennaio del 2004 da papa Giovanni Paolo II, negli ultimi anni ha accolto testimoni di ogni orientamento, della cultura e dei media, dell’economia e della politica, della solidarietà e dell’arte. Adulti con responsabilità particolari disposti a confrontarsi con i giovani, realizzando anche in campo culturale quell’incontro tra generazioni che il Sermig considera indispensabile per cambiare il mondo. Ospiti dell’ultimo anno, lo scrittore Erri De Luca, il direttore de La Stampa Mario Calabresi, l’arcivescovo di Baghdad mons. Jean Benjamin Sleiman, l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, il giornalista Aldo Maria Valli, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Filo conduttore di ogni incontro il tema “Ogni porta ha la sua chiave”. Esiste un problema?
Un muro insormontabile, una porta serrata che non lascia vie di uscita? Si può provare a sfondarla, con il rischio però di trovarsi di fronte ad una chiusura più grande. Oppure, con umiltà, si può cercare di trovare una chiave. Nei suoi 46 anni di storia il Sermig ha capito che l’unica chiave possibile per affrontare i problemi del mondo è la speranza. Una chiave che permette di aprire e soprattutto, di lasciare aperte per sempre, porte impensabili. 
 
 


Mons. Cesare Nosiglia (Arcivescovo di Torino)
"In cerca di maestri" Giovani e adulti di fronte alla sfida educativa

cesare_nosigliaAll’Arsenale della Pace, il quinto appuntamento dell’Università del Dialogo. Come si fa ad educare in un mondo che cambia? Quali responsabilità per giovani e adulti? La società e la Chiesa sono pronte ad affrontare questa sfida? Se ne parlerà martedì 15 marzo, alle ore 19, all’Arsenale della Pace di Torino, nell’ambito dell’Università del Dialogo. Ospite del prossimo incontro, l’arcivescovo di Torino e vicepresidente della Cei, mons. Cesare Nosiglia, che dialogherà con giovani, famiglie ed educatori su “In cerca di maestri. Giovani e adulti di fronte alla sfida educativa”. Un confronto a tutto a campo sul tema dell’educazione, indicato dalla diocesi e dai vescovi italiani come priorità pastorale dei prossimi dieci anni.

L’Università del Dialogo è uno spazio di formazione permanente promosso dal Sermig, per guardare in faccia i problemi del nostro tempo e cercare di percorrere strade di speranza. Inaugurata il 12 settembre del 2004 dal cardinale Renato Raffaele Martino, negli ultimi anni ha accolto testimoni di ogni orientamento, della cultura e dei media, dell’economia e della politica, della solidarietà e dell’arte. Adulti con responsabilità particolari disposti a confrontarsi con i giovani, realizzando anche in campo culturale quell’incontro tra generazioni che il Sermig considera indispensabile per cambiare il mondo.

 

Ospiti dell’ultimo anno, lo scrittore Erri De Luca, il direttore de La Stampa Mario Calabresi, l’arcivescovo di Baghdad mons. Jean Benjamin Sleiman, il presidente del terzo gruppo del Consiglio economico e sociale europeo, Luca Jahier. Filo conduttore di ogni incontro il tema “Ogni porta ha la sua chiave”. Esiste un problema? Un muro insormontabile, una porta serrata che non lascia vie di uscita? Si può provare a sfondarla, con il rischio però di trovarsi di fronte ad una chiusura più grande. Oppure, con umiltà, si può cercare di trovare una chiave. Nei suoi 46 anni di storia il Sermig ha capito che l’unica chiave possibile per affrontare i problemi del mondo è la speranza. Una chiave che permette di aprire e soprattutto, di lasciare aperte per sempre, porte impensabili.

FOTO e VIDEO

 



Luca Jahier
"Condividere il pane quotidiano"
Regole e stili di vita per un mondo senza fame
 
All’Arsenale della Pace, il quarto appuntamento dell’Università del Dialogo. Il dramma di 100mila morti per fame al giorno, le cause, le possibili vie di uscita. I temi della giustizia e dello sviluppo saranno al centro del prossimo incontro dell’Università del Dialogo del Sermig, intitolato “Condividiamo il pane quotidiano. Regole e stili di vita per un mondo senza fame”. Martedì 22 febbraio, a partire dalle 19, all’Arsenale della Pace di Torino, i giovani si confronteranno con Luca Jahier, presidente del terzo gruppo del Cese, il Comitato economico sociale europeo.

Il Cese è un organo consultivo dell’Unione europea istituito nel 1957 per elaborare pareri, in alcuni casi vincolanti, destinati al Parlamento europeo, alla Commissione e al Consiglio dei ministri. In particolare, il terzo gruppo del Cese rappresenta gli agricoltori, le piccole e medie imprese, il mondo del terzo settore, le associazioni e le fondazioni per i diritti umani. Jahier è impegnato da sempre sui temi dello sviluppo e nell’ultimo biennio ha presieduto il Comitato di monitoraggio sulle relazioni tra Europa e Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico.
Durante l’incontro del 22 febbraio sarà lanciata anche la campagna del Sermig contro la fame nel mondo, intitolata “Condividiamo il pane quotidiano”. Un’iniziativa già presentata in Parlamento lo scorso 31 gennaio, in un incontro a cui ha partecipato il presidente della Camera Gianfranco Fini.
L’Università del Dialogo del Sermig è uno spazio di formazione permanente per riflettere sui problemi che affliggono l’umanità, senza rinunciare alla speranza. Il tutto attraverso il confronto con testimoni di ogni campo, dai media alla scienza, dall’economia alla politica, dallo spettacolo alla spiritualità. Il ciclo di quest’anno è intitolato “Ogni porta ha la sua chiave”, nella convinzione che di fronte ai “muri” di oggi è possibile cercare “chiavi” nuove di comprensione.
 


Ganfranco Carbonato
"Del lavoro delle tue mani" I giovani, il loro lavoro, la loro dignità

Gianfranco CarbonatoAll’Arsenale della Pace, il terzo appuntamento dell’Università del Dialogo. Non basta un qualsiasi “posto” che ti dia un po’ di soldi, magari sfruttandoti. Il lavoro non è questo. Il lavoro dà dignità quando ha un respiro più ampio che si proietta sul bene comune.

Il tema del lavoro farà da fulcro al terzo incontro dell’Università del Dialogo promossa dal Sermig. Martedì 18 gennaio, alle ore 19, all’Arsenale della Pace, Gianfranco Carbonato, presidente dell’Unione Industriale di Torino, dialogherà con i giovani sul tema “Del lavoro delle tue mani. I giovani, il loro lavoro, la loro dignità”.
La riflessione partirà dal lavoro che forma, il lavoro nel sociale, il lavoro precario, l’economia della restituzione. Tracce per dipanare il bandolo di una matassa in¬garbugliata, soprattutto per i giovani. In un mondo che privilegia la speculazione finanziaria e l’effimero il futuro delle nuove generazioni è a rischio. Perché lavoro e dignità, lavoro e diritti vanno a braccetto. “Senza dimenticare che l’economia del dono produce per dividendo la fraternità” (Erri De Luca).

L’Università del Dialogo del Sermig è uno spazio di formazione permanente per riflettere sui problemi che affliggono l’umanità, senza rinunciare alla speranza. Il tutto attraverso il confronto con testimoni di ogni campo, dai media alla scienza, dall’economia alla politica, dallo spettacolo alla spiritualità. Il ciclo di quest’anno è intitolato “Ogni porta ha la sua chiave”, nella convinzione che di fronte ai “muri” di oggi è possibile cercare “chiavi” nuove di comprensione.
 
FOTO e VIDEO 



Ernesto Olivero
"Camminare scalzi" La strada di chi crede e di chi non crede

 
All’Arsenale della Pace, il secondo appuntamento dell’Università del Dialogo

La semplicità come risposta alla crisi del nostro tempo. La responsabilità dei giovani come chiave per cambiare il mondo. Sarà questo il filo conduttore del secondo incontro dell’Università del Dialogo promossa dal Sermig. Martedì 30 novembre, alle ore 19, all’Arsenale della Pace, Ernesto Olivero dialogherà con cinque giovani di diverse città italiane, sul tema “Camminare scalzi. La strada di chi crede e di chi non crede”. La riflessione partirà dall’ultimo libro di Olivero, intitolato “Per una Chiesa scalza”, uscito nelle librerie pochi giorni fa. Una presa di coscienza dei mali che riguardano la vita personale, sociale, politica, spirituale. Al tempo stesso, la testimonianza che cambiare è possibile, attraverso le proprie scelte, il proprio dovere, la propria responsabilità. È quanto cercano di fare i giovani ospiti dell’incontro.

Con Ernesto Olivero si confronteranno Francesca Fialdini, conduttrice televisiva di Rai Uno; Valentina Turinetto, giovane mamma; Nicola Chionetti, sindaco di Dogliani, primo cittadino più giovane d’Italia; don Roberto De Stefani, prete di Lecco, ordinato due mesi fa; Daniele Caccherano, giovane imprenditore.

L’Università del Dialogo del Sermig è uno spazio di formazione permanente per riflettere sui problemi che affliggono l’umanità, senza rinunciare alla speranza. Il tutto attraverso il confronto con testimoni di ogni campo, dai media alla scienza, dall’economia alla politica, dallo spettacolo alla spiritualità. Il ciclo di quest’anno è intitolato “Ogni porta ha la sua chiave”, nella convinzione che di fronte ai “muri” di oggi è possibile cercare “chiavi” nuove di comprensione. Il primo ospite è stato mons. Jean Benjamin Sleiman, arcivescovo latino di Baghdad, che ha parlato di libertà religiosa e di stato di diritto: l’esperienza irachena per affermare i diritti di tutti.

 
FOTO e VIDEO 


 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

E' possibile modificare le opzioni tramite le impostazioni del Browser. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca su informazioni.