Giorgia Benusiglio, vita oltre la droga

La droga promette molto ma ti toglie tutto, prima o dopo perdi tutto”. Lo afferma Giorgia Benusiglio al termine di un affollatissimo incontro dell’Università del Dialogo presso l’Arsenale della Pace. I presenti, tra cui molti ragazzi, sono stati subito coinvolti nel suo appassionato racconto autobiografico. Aveva 17 anni quando rischiò la vita per aver preso mezza pasticca di Ecstasy, spinta dalla curiosità, dal desiderio di provare. Lei che non era una consumatrice di droga, fu rassicurata da un opuscolo del Ministero della salute che dava consigli su come ridurre il danno, il rischio: “Quell’opuscolo ha permesso che la mia curiosità vincesse la paura. Ho deciso e ho ponderato a mio modo. Poi ho capito a mie spese che con la droga non si può scendere a compromessi”.

Il crollo arriva subito. Una folle corsa in ospedale conferma che non ci sono speranze, il fegato è in necrosi. La salvezza giunge provvidenziale da un trapianto. Alessandra, morta in un incidente stradale, dona l’organo che le consente di sopravvivere. Diventa un caso clinico e mediatico: “Da allora sono una paziente a vita. I farmaci mi tengono in vita, ma hanno effetti collaterali enormi che mi espongono a malattie e problemi”. Ai problemi di salute si aggiungono “profondi sensi di colpa: utilizzare l’organo di un'altra persona vivendo grazie alla sua morte, aver rovinato la mia vita, aver provocato la sofferenza ai miei genitori"... Racconta che non è ancora riuscita a perdonarsi, ma ai ragazzi delle scuole che incontra per parlare di droga spiega che non serve, non basta dire: "non fatevi. Bisogna farli riflettere partendo dalla domanda: riuscirete a convivere con i sensi di colpa? ". Ora sta superando questa difficoltà con la convinzione che l'esperienza della sua vita possa essere utile per gli altri: “Le nostre scelte sbagliate condizionano negativamente le persone che ci stanno vicino. Se non riusciamo a volerci bene noi, pensiamo allora alle persone che ci stanno vicino, all'enorme sofferenza che possiamo causare loro”.

La famiglia gioca un ruolo importante. Una lettera del padre pubblicata dal Corriere scuote le coscienze e squarcia il velo del politicamente corretto: “Mio padre mi ha aiutato ad affrontare la situazione girando l’Italia per sensibilizzare i ragazzi. Poi ad un certo punto l’ho seguito. Dopo i ragazzi abbiamo cominciato ad incontrare i genitori che devono essere pronti, che devono capire che non sempre alla base di quelle scelte c’è il disagio. Questa esperienza mi ha fatto capire che la mia strada d'ora in poi era questa; mi sono iscritta all’università e sono diventata educatrice”.
I ragazzi oggi si informano su internet, ma non basta, bisogna parlarne, soprattutto in famiglia e a scuola. Il mondo della droga è complesso e se il genitore non sta al passo perde credibilità. Il ragazzo non lo considererà perché ne sa meno di lui. Ognuno (genitori, scuola, istituzioni, polizia…) si assuma le proprie responsabilità nel ruolo che ricopre.

Ogni tanto il morto per droga finisce in prima pagina, ma ci sono tanti morti anonimi che non fanno notizia. La droga non tocca solo chi vive il disagio, può toccare tutti, per questo bisogna informarsi. I ragazzi devono conoscere tutto quello c’è dentro e dietro la droga. Dentro ci sono sostanze estremamente tossiche che distruggono l’organismo. Dietro c’è marketing, ci sono persone che lucrano sulle loro sofferenze, che si arricchiscono alle loro spalle. Molti giovani assumono droga per sentirsi liberi dai genitori o da altro, ma in realtà vengono manipolati da persone senza scrupoli che non vogliono assolutamente il loro bene. "La vita è un dono troppo prezioso per perderlo per una sciocchezza"...

Rispondendo all'ultima domanda, uguale per tutti gli ospiti, "Cosa hai imparato dalla tua esperienza?", Giorgia conclude: “Ho imparato a non giudicarmi troppo, ho imparato a non mettere maschere; ho imparato a non perdere tempo a piangermi addosso, ma a trasformare il problema in un’opportunità”.

a cura della redazione


Video integrale dell'incontro con Giorgia Benusiglio

 


 
 
 

 

 

 

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