Sermig

L'Arsenale dell'Incontro

Il nome che è stato dato a questo Arsenale ispira tutta l’attività che è focalizzata sull'incontro tra culture e religioni diverse, tra normodotati e diversamente abili, tra giovani e adulti per ricercare un dialogo concreto, che metta al centro i più deboli, che aiuti a superare le divisioni e prepari la pace. Sottolinea la volontà di lavorare affinché le religioni possano camminare insieme nel rispetto reciproco e gli uomini scelgano di non incontrarsi più sulle sofferenze e i dolori del passato, che hanno già colpito tutti in modo rilevante, ma sulle sofferenze che ci accomunano nel presente: la disabilità, la povertà materiale e spirituale.

Vuole essere luogo di trasformazioni profonde, opportunità di incontro attorno al senso di ogni vita.
Dove l’amore per la persona che soffre può unire in maniera concreta e significativa, al di là di ogni differenza.
Dove ognuno possa ‘sentirsi voluto bene’.
La struttura e le sue attività sono animate da una fraternità di consacrate del Sermig , che si sono intensamente impegnate per acquisire anche le essenziali capacità linguistiche e di mediazione culturale.
Il lavoro prosegue anche attraverso un interscambio costante con la Fraternità a Torino, con il supporto di volontari italiani che si alternano nella presenza, garantendo così anche contributi di professionalità importanti per la gestione e lo sviluppo degli specifici servizi.

Benché già operativo dal 2007, nel 2009 l’edificio è stato ampliato e si è realizzato un secondo piano.
Il 15 maggio 2010 è stato inaugurato alla presenza di Sua Altezza Reale il principe Raad Ben Zeid, di sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca Latino di Gerusalemme e del fondatore del Sermig Ernesto Olivero. L’evento ha segnato un nuovo inizio, un ulteriore impulso al coinvolgimento della comunità locale, in tutte le sue componenti.

L’Arsenale dell’Incontro racchiude la profezia di un giorno normale in cui musulmani e cristiani vivono da fratelli, rispettandosi nella loro diversità, dialogando in vista di un bene comune: i figli, specialmente quelli piu’ in difficoltà.