Papybus e Caterpillar

di Mauro Tabasso - Sintonizzatevi un attimo, prego. Bach: Aria sulla 4a Corda nella versione dei The Swingle Singers. Poche battute e parte una pacata voce fuori campo. Oggi parliamo del Papybus. Il Papybus è un esemplare di Homo Sapiens maschio, adulto, automunito, con prole, che risiede in zone poco o per nulla servite dal trasporto pubblico.

Fa la sua comparsa di solito tra la prima e la seconda decade di settembre, prima dell’equinozio d’autunno, ed in taluni casi è possibile osservarlo fino al solstizio d’estate dell’anno successivo. In natura, esiste anche la femmina di questa specie, che mantiene per lo più le stesse caratteristiche dell’esemplare maschio, ma prende il nome di Mamybus. L’attività principale del Papybus è accompagnare la prole a scuola e alle innumerevoli attività extrascolastiche cui la prole si dedica.

La specie antagonista del Papybus è l’Homo Caterpillar, che a seguito di gara d’appalto riceve la commessa da qualche Oscura Entità per la realizzazione di qualche misterioso lavoro da effettuarsi proprio sul percorso che il Papybus è solito compiere nell’espletamento della sua funzione. Detti lavori avrebbero benissimo potuto essere eseguiti prima dell’equinozio d’autunno, quando il Papybus non è in attività, tuttavia la misteriosa Entità sembra non curarsi di questo particolare, e ne ordina l’inizio proprio in concomitanza con l’apertura delle scuole.

Ciò irrita molto il Papybus, logora il suo sistema nervoso, portandolo a volte a pericolosi eccessi. Tuttavia, essendo dotato di coraggio, forza d’animo e incrollabile determinazione, riesce con abili manovre al limite delle convenzioni sociali democraticamente stabilite a dribblare i Caterpillar, i loro coni bianchi e rossi che gli ricordano tante piccole icone di un noto Media Player, e il loro stramaledetto semaforo che regola bovinamente un maldestro senso unico alternato (300 Sapiens in un senso, 5 nell’altro, ma la durata del verde viene elargita con imparziale equità, fatto che denota un’evidente mancanza di buon senso da parte del Dottor Caterpillar, direttore dei lavori...).

Superati tutti questi ostacoli e imboccato l’agognato controviale, ecco profilarsi una trappola mortale: un Autocompattatore, il Veicolo Raccolta Vetro armato di gru, e infine (l’avversario più temibile) una Motoscopa in azione, scortata da due individui incappucciati dotati di soffiatore a scoppio spalleggiato. Tre veicoli in fila. Centinaia di Sapiens automuniti irosi e rabbiosi circondano il Papybus, manifestando il loro disappunto ora con clacson, ora con gesti intimidatori e scaramantici, ora con urla tribali dal significato ingiurioso. Sono le 7 e 50, ora di massima punta del traffico cittadino.

Il Papybus è confuso. Si chiede se invece che a Torino (come pensava) non si trovi per caso a Gotham City, agglomerato urbano celebre per aver dato i natali a menti criminali superiori (Joker, Pinguin, l’Enigmista... ).

Che siano loro l’Oscura Entità? Che siano proprio loro a far sgomberare il vetro di riciclo a quest’ora del mattino quando dopo le 8 e 30 questa via è praticamente deserta? Quale losco disegno si cela dietro tutto ciò? E ancora: sarà opera della Sorte intesa come sfiga? Ma proprio a lui, proprio tutte le mattine? Nonostante le avversità il Papybus riesce comunque portare a termine il suo compito, dopodiché, già esausto e stressato, con la minima a 140, non gli resta che recarsi al lavoro. Per fortuna può contare su una fiera, fedele e irriducibile alleata: l’autoradio e soprattutto la sua Musica!!!

È quest’ultima che spesso placa gli animi e fa sì che i Sapiens automuniti mantengano la tensione a livelli socialmente accettabili. È sempre lei che contribuisce a rendere più sopportabili gli spostamenti, più bella la giornata, più piacevole il ritorno alla dimora, più scorrevole il tran tran quotidiano e perfino meno odiosa la Motoscopa.

La Musica migliora la vita e spesso salva quella altrui, ma sempre di nascosto, con discrezione, senza che nessuno le attribuisca mai un briciolo di merito. La Musica grande, bella ed eterna, come quella regalataci da Bach che i The Swingle Singers hanno così originalmente interpretato. Alla prossima puntata!

Articolo del numero di ottobre 2016







Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

 

 

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