Sermig

La vostra faccia, la nostra faccia…

di Mauro Tabasso - Sabato 21 febbraio 2009, data storica: il Sermig “esce” in concerto con la propria musica e i propri musicisti. 

Concerto
Quest’anno mi sono perso la finale del Festival di Sanremo. Avevo altro da fare. Ero in buona, anzi ottima compagnia. Mi trovavo a Rivoli, una storica cittadina della prima cintura di Torino, insieme a più di 50 persone affaccendate, tra musicisti, coristi e solisti, tecnici luci e audio, assistenti, facchini, ecc…

Insieme a loro abbiamo dato vita a un concerto che, senza la benché minima traccia di modestia, non esito a definire storico per l’Arsenale della Pace, non tanto per come abbiamo suonato e cantato, cosa che essendo parte in causa non mi permetto di giudicare, quanto per l’occasione, il modo, le persone.

La prima ci è stata fornita da una famiglia di amici, che per ricordare il giovane figlio, morto tragicamente in un incidente automobilistico, ci ha chiesto di tenere il concerto presso la sua parrocchia, a Rivoli, appunto. Così, tra lo stupore dei parrocchiani che recitavano il rosario, venerdì 20 febbraio siamo arrivati con quattro furgoni e alcune macchine piene zeppe di materiale da scaricare… Americane, luci, casse, mixer, praticabili, aste, leggii, microfoni, dimmer, linee di ritardo, ecc… Temevo che ci cacciassero a pedate… E’ un carico che non stupisce in un teatro, ma in una chiesa…

Genitori di Roberto

La sera sono poi arrivati i musicisti e i coristi, per l’unica prova effettuata insieme. Una follia purissima, in pieno stile Arsenale della Pace… I tecnici piazzano i microfoni, facciamo un sound check che più che un check era un pit-stop, poi tra il nervosismo dei tecnici attacchiamo a provare il primo dei 16 brani in scaletta. Non vi dico… Sembrava cool jazz… Come direbbe il mitico Checco Zalone, qualche nota c’entrava, ma così, a cool…

Concerto Poi dopo un po’ ci siamo inquadrati e la faccenda ha cominciato a prendere una sua forma e a diventare intellegibile. A suonare, oltre ad alcuni professionisti (insegnanti del Laboratorio del Suono), anche alcuni dei ragazzi e delle ragazze che da anni, con molto affetto e costanza, ci seguono nei numerosi campi musicali estivi e invernali, quei ragazzi che si sono riuniti intorno a noi grazie all’Orchestra della Pace, la compagine formata proprio dagli amici dei campi.

E sono proprio loro, Giovanni, Miriam, Daniele, Giulia, l’altro Daniele, Franca, Alessandro e Valerio a rendere storico, almeno a mio modo di vedere, la data di Rivoli. Si tratta infatti della prima volta, a mia memoria, che l’Arsenale va fuori casa per animare un incontro, e anziché parlare e spiegare, suona, canta e basta, e in questo fa ciò che sa fare: dialoga e parla ai cuori delle persone, solo che lo fa con la musica. Non era mai successo prima. Finora la musica è sempre stata un ingrediente degli incontri, una pausa, un intermezzo, anche sensato, per carità. Ma mai avevamo osato suonare e basta. Altre volte il Sermig ha organizzato concerti, ma sempre con ospiti, musicisti, cantanti e artisti che ci regalavano una sera della loro arte, mentre sabato 21 il Sermig stesso si è esposto con la propria musica sola soletta, misera misera, e lo ha fatto proprio chiedendo a qualcuno di voi di metterci la faccia.

Infine (e qui non sono io a giudicare) tutti i presenti (oltre 500 persone molte delle quali in piedi) hanno convenuto che questi ragazzi cantavano e suonavano di brutto, cioè veramente bene, in modo molto professionale. Il pubblico (per la verità di età media non bassissima) al quarto pezzo era già in piedi ad applaudire, e non stavamo suonando esattamente un’aria d’opera, ma piuttosto della musica decisamente più… pesante.

Va beh… Avrete capito che mi sono divertito molto, ma soprattutto, sono molto felice per i ragazzi e le ragazze che hanno cantato e suonato. Sono stati veramente dei grandi… Ora, a grande richiesta, si replica sabato 14 marzo 2009 all’Arsenale.
E tanti auguri a Marco Carta.