Sermig

Abbiamo bisogno di un Mondiale dei Giovani!

Una riflessione pubblicata sul blog dell’Arsenale della Speranza del Sermig a San Paolo del Brasile capita a puntino per aiutarci a capire l’urgenza di mettere al centro dei nostri interessi la questione giovanile.

Il primo maggio, accendiamo il televisore su Rai Italia, il canale che di tanto in tanto ci lega al nostro Paese d’origine. C’è la diretta del concerto del 1° Maggio che quest’anno prende il titolo dall’ultimo album di Vasco Rossi: “Il mondo che vorrei”.

Le prime parole che ascoltiamo sono quelle dello showman Paolo Belli che grida: “Questo pezzo è contro tutti quei bastardi che...” – mi aspettavo dicesse di tutto, tipo: “che sfruttano i bambini facendoli lavorare 18 ore al giorno”, “che lucrano sull’insicurezza del lavoro” o, almeno per ipocrisia, “che prendono liquidazioni pazzesche e lasciano a secco i disoccupati”, II Mondiale dei Giovani ad Astima niente di tutto questo, la frase gridata è stata: “contro tutti quei bastardi che si permettono di abbandonare i loro cani!”. Ho resistito ancora qualche minuto... poi avrei ardentemente desiderato smaterializzarmi dall’emisfero sud – dove mi trovo – per rimaterializzarmi su quel mega-palco romano e gridare agli ottocentomila presenti: “Il Mondo che Vorrei è CHE CI DIAMO TUTTI UNA SVEGLIA, borghesacci della malora!”.

L’adrenalina mi è salita a tal punto che stavo per smaterializzarmi davvero, tanto più sentendo “trattare” così un tema bello come “il mondo che vorrei”, filo conduttore del 1° Appuntamento Mondiale dei Giovani della Pace (Torino, ottobre 2002). “Qui si può solo piangere...” – canta finalmente il mitico Vasco – “ed è proprio quando arrivo lì che già ritornerei, ed è sempre quando sono qui che io ripartirei... non si può fare quello che si vuole, ci si deve accontentare, qui si può solo perdere”.

Mentre ascolto queste parole, ho nella mente gli occhi di Daniel, un ragazzo di 18 anni, arrivato all’Arsenale della Speranza cinque giorni fa. Una vita in bilico tra un sorriso pulito e due pupille già segnate dalla droga. Un pulcino spaventato che siamo riusciti a far sorridere, ma che non sappiamo se riusciremo a salvare dalla strada. Noi lo desideriamo con tutte le nostre forze, ma la sproporzione tra queste e gli occhi di centinaia di Daniel è davvero tanta. “Nella sproporzione agisce la Provvidenza”, ma se migliaia di giovani che potrebbero essere amici, fratelli, sorelle o zii di Daniel, non dicono davvero un SÌ al “Mondo che vorrei”, la Provvidenza – lei sì – non si materializzerà mai.

Vasco, ma che diamine canti!? Se quando arrivi lì, già ritorneresti, VAI AVANTI; se quando sei lì già ripartiresti, TROVA IL CORAGGIO DI RESTARE; se pensi che non si può fare quello che si vuole, PROVACI, perché nessuno CI PUÒ IMPEDIRE DI FARE IL BENE, NESSUNO CI PUÒ IMPEDIRE DI COSTRUIRE LA PACE A PARTIRE DA NOI, NESSUNO CI PUÒ IMPEDIRE DI AIUTARE DANIEL, NESSUNO... è vero, forse possiamo perdere, ma di certo NON CI POSSIAMO ACCONTENTARE di un mondo così, caro Vasco!

II Mondiale dei Giovani ad AstiE allora vogliamo un nuovo Mondiale dei Giovani: abbiamo voglia, caro Ernesto, di crederci con te, di lavorarci con te, di sentirci in comunione con te e con tutti i giovani che vogliono ancora una “rivoluzione” che vada ben oltre l’SMS, disponibili a seguire un desiderio di giustizia che se è vero ci scomoda, ci spinge oltre, ci porta a fare – tante volte e per un buon tempo – una volontà che non è più la nostra, e che allora è capace di credere che IL MONDO CHE VOGLIAMO non è impossibile, perché è giá in noi!gio

Simone Bernardi


Vedi anche il comunicato:
Nove giorni per il “Mondiale dei Giovani della Pace” 2010