Sermig

Sogno che fra cent’anni - La regola del Sermig (17/28)

La Provvidenza agisce nella sproporzione (1/2) - di Giuseppe Pollano - La Provvidenza di Dio ci avvolge, ci guida e ci conduce al bene finale. Miracolismo e quietismo: posizioni da evitare.

 

Pietro da Cortona, Trionfo della divina Provvidenza, Palazzo Barberini, RomaIl Signore esprime la sua potenza quando trova disponibilità e sincerità di cuore; allora non teme la nostra debolezza, la nostra fragilità e ci rincuora: Non temere, io sono con te. Il suo campo è la sproporzione. Lì agisce pienamente la sua Provvidenza.
Ogni giorno sperimentiamo che la Provvidenza risponde al nostro grido di aiuto, per i mezzi materiali che non abbiamo, per l'aiuto ai poveri che si rivolgono a noi, per la presenza di amici disponibili. Questo avviene con naturalezza, nel silenzio, nel nascondimento, come ogni frutto della preghiera fatta con fede. Quasi non ce ne accorgeremmo se non annotassimo, con discrezione ma puntualmente, ogni cosa che ci viene donata: il denaro, le ore di lavoro, i materiali che ci vengono portati un chilo alla volta... Lo facciamo con scrupolo, per amore della trasparenza, perché nessuno fra quelli che ci incontrano, vedendo un'opera bella, possa dire: Chissà chi c'è dietro, ma tutti rendano lode al Signore che attraverso mille mani di amici ci dona ogni cosa.
Vigiliamo su noi stessi per non abituarci al bene e per non trasformare in potere ciò che è dono del Signore. La Provvidenza non ha mai abbandonato un suo progetto. È la storia di sempre. Quando qualcuno si affida totalmente a Dio non è mai deluso. Dio opera così.


Pensare al possibile e al futuro è un atteggiamento proprio solo dell'uomo, quindi per noi persone umane è inevitabile e necessario. Poiché il futuro è pieno di possibilità che solo in parte dipendono da noi, rispondiamo a questa necessità, specie al giorno d'oggi, con il concetto della previdenza, più che con quello della provvidenza. I due termini sono etimologicamente molto vicini, però hanno un significato diverso: pre-vedere è vedere prima, pro-vedere è vedere per, a vantaggio di. La differenza più grande è che chi prevede è l'uomo, capace di calcolo e di opere, chi provvede è Dio, amore ordinatore del mondo. Si capisce dunque che in una civiltà dove si dà molta importanza a Dio come soggetto che opera, sarà in auge il concetto di provvidenza; quanto più invece la società perde il senso di un Dio come attore nella vicenda umana, il concetto di provvidenza impallidisce.
Prevedere, con il conseguente atteggiamento dellintraprendenza umana, e provvedere, con il conseguente atteggiamento dell'affidamento a Dio, non sono fatti per scontrarsi e contrapporsi, ma per integrarsi; quindi non li dobbiamo vivere come alternativa; in questo senso è sbagliato pensare che o si deve prevedere il proprio destino o lasciare che provveda Dio.
Entrambi gli atteggiamenti di intraprendenza umana e di affidamento a Dio devono far parte dell'uomo.
Il cristiano congiunge previsione e provvidenza, evitando due difetti che altrimenti sarebbero inevitabili: chi prevede soltanto ed esclude la provvidenza, diventa un meccanico del proprio futuro, un autosufficiente, fa quel che può e per il resto si esclude, non pensa che ci possa essere Dio come collaboratore della vita, come invece Dio intende essere; chi, d'altra parte, credendo in Dio, lascia fare soprattutto a lui, cade in un difetto di quietismo, e non fa ciò che invece potrebbe.
Ma qual è il senso della Provvidenza divina?

Ottoni Emmanuele, Manna1)  la Provvidenza divina è la cura di Dio creatore verso ciò che ha creato


Dal punto di vista biblico possiamo affermare che la Provvidenza è la cura che Dio ha della sua creazione.
Ci ha amati e perciò ci ha fatti essere tramite l'impulso del suo amore ed ora, poiché Dio è agape e non un ingegnere che si limita a controllare il buon funzionamento, siamo dentro un contesto di amore avvolgente che è la cura permanente di Dio riguardo a ciascuno di noi.
In questa definizione generale della Provvidenza possiamo distinguere alcuni principi.

1.1)  La Provvidenza divina agisce in modo adeguato alla natura delle varie realtà

Una lettura un pò ingenua immagina Dio sempre pronto a far muovere, ad esempio, un elettrone con le sue mani; invece anche noi uomini siamo capaci di costruire un meccanismo che funziona da sé, con una autonomia operativa secondo le regole ben precise che gli sono state date e del quale posso fidarmi.
Sicuramente è Provvidenza il fatto che il creato è un sistema complicato che funziona, perché è stato fatto così e la sua autonomia è misteriosamente sorretta dalla potenza creatrice di Dio. In realtà il concetto di creazione non è legato al passato, non possiamo dire che Dio ci creò, ma che Dio incominciò a crearci e ora continua a farci essere, sicché nella vita siamo accompagnati da Dio. Più ce ne rendiamo conto, più riusciamo ad evitare quello spiacevolissimo senso di essere abbandonati che al giorno d'oggi è abbastanza frequente, a cui tanti uomini di cultura hanno contribuito.

1.2)  la Provvidenza divina agisce secondo l'azione di agenti secondari o cause intermedie

Questo sistema immenso che ha le sue regole interne permette, soprattutto sul piano fisico, di prevedere molte cose. Bisogna però tener conto che lavora per mediazioni, il che vuol dire che non tutto è direttamente causato da Dio. C'è una serie interminabile di cause e di agenti intermedi, ciascuno dei quali impone un effetto.
La presenza di agenti secondari è cosa buona, perché significa che ognuno di essi ha una sua propria potenza e una sua propria responsabilità. Veronica Zinzani, Madre TeresaQuando Madre Teresa dice che se nel mondo si muore di fame è perché c'è chi non sfama l'affamato, parla precisamente di una causa intermedia che è l'uomo, per cui non si possono affibbiare a Dio colpe che non ha! Nel mondo come lo conosciamo noi, senza dubbio luomo è una causa intermedia estremamente importante, sia nel bene che nel male.
Se non teniamo in conto che ci sono gli agenti secondari, e noi uomini lo siamo, possiamo sempre avere la tendenza di attribuire a Dio, siccome è il creatore, la colpa di tutto ciò che capita.
La presenza degli agenti secondari è una realtà grandiosa, perché ci apre a una infinità di prospettive di bene, poiché una parte di bene non sarà mai fatta se non la faccio io. Infatti, se non faccio un bene, non interviene Dio per sopperire. Ritenere che Dio pensa a tutto, fa entrare nel clima del miracolismo che, legandosi al quietismo, diventa una pretesa che sconvolge l'ordine della responsabilità. O Dio mi aiuta, o peggio per lui e per me: no, ci siamo noi, capaci e responsabili di bene e di male.
L'equilibrio della storia è affidato alla responsabilità. Se la Provvidenza è la cura che l'Amore ha per tutti, allora, poiché l'Amore non interviene per tutti sul piano del pane quotidiano, si servirà di te, sicché tu diventi un tratto della Provvidenza di Dio per tanti altri.
I poveri li avrete sempre con voi ci dice Gesù. Ci sarà sempre chi implora Dio, e arrivo io! Mi guardo attorno e mi accorgo che posso essere amore, gratuità, condivisione, insomma: provvidenza. Questo è bello a sapersi, perché allora l'essere provvidenza diventa uno stile ordinario della vita.

1.3)  la Provvidenza divina agisce rispettando e fronteggiando la libertà dell'uomo

Il fatto che gli agenti intermedi, l'uomo in primo luogo, sono capaci di produrre degli effetti negativi (non ci fosse stato Hitler non ci sarebbe probabilmente stato Auschwitz), ci pone la questione del perché Dio, che è onnipotente, non blocca il male. È il primo interrogativo che la nostra angoscia fa salire alla mente.
Proprio perché siamo persone umane, e quindi davvero capaci di responsabilità e libertà, Dio si trova di fronte alla nostra libertà. Se infatti Dio ci avesse creati liberi, ma ci impedisse di fare il male, di fatto noi protesteremmo perché in realtà non saremmo liberi. C'è anche da tener presente che chi fa il male, in realtà ritiene di fare un bene, e allora, se ne fosse impedito da Dio, protesterebbe dicendo di avere il diritto di fare questo bene, essendo stato creato libero. È un grande dramma.
Non poche persone preferiscono liberarsi un pò da questa libertà reclamando che si è condizionati, dando la colpa ad altri, dicendo che in fondo liberi non siamo. Se ci fosse chi sistema le situazioni senza che noi esercitassimo la nostra responsabilità, questo impedirebbe alla dignità della libertà umana, che è molto più grande di quello che noi crediamo, di realizzarsi fino in fondo. Devo accettare tutta la mia libertà e la mia responsabilità, per il bene e per il male.
Dio si trova di fronte, non sopra, a delle libertà e le rispetta. Dio non è spettatore di ciò che le nostre libertà compiono, è molto di più. Rimane l'onnipotente. Di fronte alla tua libertà Dio è presente, vede ciò che tu scegli e trova sempre il modo di fronteggiare la tua libertà con una soluzione. Dio vince sempre la partita del bene. Questo è talmente vero che la Bibbia osa dire che Dio permette il peccato e riconduce il peccatore al suo amore per poter mostrare la sua misericordia (Rm 11,32), per poter mostrare che il suo amore è così grande che non ti respinge, è così potente che ti recupera. Ron di Cianni, Never aloneVince lui, ancora una volta, ma senza obbligarti. Dio non toglie nulla alla nostra responsabilità e libertà, ma nello stesso tempo non è mai un Dio sconfitto che ammette che ha ragione chi ha compiuto il male.
È facile, anche in questo caso, cadere in atteggiamenti semplicistici. Quando mi domando cosa c'entro io se intanto Dio sa già quello che capita, dimentico che Dio, essendo eterno, in realtà è contemporaneo, attimo per attimo. Dio si adatta alla nostra libertà, sempre, non è un Dio immobile e dove tutto è scritto (fatalismo), per cui noi eseguiamo senza accorgercene. Dio invece è vivo, e risponde a ognuno attimo per attimo: preghi e t'ascolta, lo bestemmi e ti ascolta lo stesso, e poi trae dalla tua bestemmia il tuo rimorso e ti attira a lui; in ogni situazione è pronto con le sue infinite soluzioni a fare le sue mosse per portarti alla salvezza.
In Dio coesistono perciò il rispetto e la cura.

1.4)  la Provvidenza divina agisce conducendo tutto al bene finale con potenza suprema

Dio, che è una potenza trascendente e assoluta, ci conduce al bene finale, a cui non rinuncia, con suprema potenza. La Provvidenza ci avvolge e ci guida, ma è un gioco che solo Dio può permettersi quello di affrontare tutte le libertà di tutti gli uomini e tutte consentirle e tutte condurle.
Quando si legge la storia a larghi tratti, ci si rende conto che accade proprio questo. Quando si leggono certe pagine di sant'Agostino (che assistette a quella che era stata considerata la fine del mondo, il crollo di Roma sotto i barbari) ci si rende conto come un uomo di grande fede resiste agli schiaffi della storia e riesce a credere che c'è un disegno. In effetti questo disegno c'era davvero, perché questo enorme evento ha significato la cristianizzazione di popoli che altrimenti non sarebbero mai arrivati a Cristo. Adesso lo sappiamo, ma a distanza di secoli. Il senso provvidenziale di quello che sta accadendo oggi dopo gli atti di terrorismo dell'11 settembre noi non lo vediamo, lo crediamo. Lo vedranno altri, a noi basta credere che il mondo non sta fuggendo di mano a Dio. Egli, in questo esasperato gioco di libertà sempre brutali e caotiche, tuttavia tiene in mano le redini della storia e conduce. Non tutti i cristiani lo credono, però è questa la fede, che d'altra parte ci è ampiamente ispirata dalla Bibbia.

Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all'Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore