Sermig

I verdi e i rossi

di Chiara Dal Corso - Osservando i volti delle icone, le mani, i piedi... insomma la pelle delle persone raffigurate, si nota una colorazione particolare, che inverdisce in certe zone, rendendole più scure e si arrossa in altre... Queste verdature e rosseggiature vengono distribuite con criteri precisi. Nelle icone le ombre non esistono – la ragione la sveleremo in un’altra puntata! – e questi due colori complementari, si trovano nei punti necessari a rendere il volume dell’incarnato. Ma non sono dei sostituti delle ombre, hanno un loro particolare significato.

Il verde (generalmente sui volti è il verdaccio), richiama il colore dell’acqua: l’acqua purificatrice, l’acqua in cui Gesù viene battezzato, ma anche l’acqua viva che viene dalla sorgente inesauribile di Dio e che ci disseterà per sempre (cfr Gv 4,14). Il rosso vivo (di solito è rosso di cadmio chiaro) è il colore del sangue, la vita. Dal costato trafitto di Gesù escono sangue ed acqua (cfr Gv 31,34), segno del dono totale di sé che ci fa, un dono che è la nostra salvezza, dal male, dal peccato, da noi stessi. L’acqua e il sangue diventano segni dei due sacramenti fondamentali per la vita del cristiano: il Battesimo e l’Eucaristia. E così i loro colori, il verde e il rosso, sono alla base della pittura dell’incarnato, stesi prima di dare le luci ai volti. Sono essi che danno la volumetria all’incarnato, così come il Battesimo e l’Eucaristia conferiscono alla nostra carne, alla nostra vita umana, quella dimensione che ci fa entrare della vita spirituale della Comunione dei santi: ci fanno entrare nella vita del Regno.

UOVA E COLORI – Rubrica di Nuovo Progetto