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La storia del cinema

di Davide Bracco - La storia al cinema non è certo una novità, direte. Ed infatti avete ragione ma appare sempre più una necessità che il cinema sembra rivendicare tallonato com’è dai reportage televisivi e dalle inchieste tra il web e la carta stampata.

In queste settimane assistiamo a produzioni hollywoodiane che analizzano le storture della politica USA e delle sue campagne elettorali tanto condizionabili (il buon Le Idi di marzo di George Clooney) e il passato oscuro degli oltre 40 anni di direzione della FBI da parte di J. Edgar Hoover, splendidamente interpretato da Leonardo Di Caprio (foto sotto) nel non eccelso film di Clint Eastwood.

Questo per la parte al di là dell’oceano, ma anche nel vecchio continente si sono prodotti film sul passato coloniale francese (Uomini senza legge), sui discussi reali inglese (The Queen) e tra poco sulla vita di Margaret Thatcher (interpretata da Meryl Streep in The Iron Lady), o sul passato comunista della Germania dell’Est (Le vite degli altri) e sulla tragica esperienza terroristica della RAF (Baader Meinhof). La produzione italiana non è stata da meno e negli ultimi tempi si è intensificata sulla scia dell’ottimo successo cinematografico prima e televisivo poi delle due serie di Romanzo Criminale, incentrate sulle gesta della banda della Magliana nella Roma anni ’70.

Ecco quindi La prima linea di Renato De Maria (Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno interpretano le vite dei terroristi Sergio Segio e Susanna Ronconi) o Vallanzasca – Gli angeli del male dove Michele Placido racconta l’escalation criminale del bandito qui interpretato da Kim Rossi Stuart. Per questi due film le polemiche non sono mancate, talvolta purtroppo iniziate persino ben prima dell’uscita dei film nelle sale e quindi senza una visione preventiva, a dimostrazione di quanto i preconcetti siano sempre radicati soprattutto verso un passato prossimo come quello degli anni ’70. Un periodo questo che sarà ancora analizzato in un film a breve in uscita, Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana (abile a descrivere la storia italiana nel premiato La meglio gioventù), basato sulla ricostruzione delle vicende italiane dalla fine degli anni ’60 fino alla morte del commissario Luigi Calabresi nel 1972. Un film che quindi affronta un momento drammatico come la strage di Piazza Fontana a Milano e l’inizio degli anni di piombo. Interpreti della pellicola sono Valerio Mastandrea (Luigi Calabresi), Pierfrancesco Favino (l’anarchico Giuseppe Pinelli), Fabrizio Gifuni (Aldo Moro), Omero Antonutti (Giuseppe Saragat).

Un secondo film verrà proiettato nei prossimi mesi, del tutto incentrato sulle vicende ancora vive nella memoria di tutti e discusse aspramente come quelle avvenute a Genova nel luglio 2001 durante l’incontro del G8 e che portarono alla morte di Carlo Giuliani e alla notte di violenza all’interno della scuola Diaz che ospitava alcuni dei manifestanti. Il film Diaz è diretto da Daniele Vicari e interpretato da Renato Santamaria (un poliziotto) e Elio Germano impegnato a cercare di fare luce tra depistaggi e omissioni. Due occasioni da non sprecare per analizzare il nostro recente passato senza cedere a posizioni precostituite.

Al Cine – Rubrica di Nuovo Progetto