Sermig

Costruire col bene

di Ernesto Olivero - Pensieri e spunti per riflettere sull’oggi.
RESPONSABILITÀ DELLA CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA
È sotto gli occhi di tutti che molti hanno rubato e sprecato a dismisura perché chi poteva fermarli si è lasciato corrompere. Ora dobbiamo trovare il coraggio di rinascere. Se non vediamo con occhi nuovi quello che ci sta piombando addosso, rischiamo di entrare in una tragedia dai contorni inimmaginabili. Occorre far di tutto perché alcune categorie che non hanno sempre vegliato, che sono state sovente di parte, rientrino in se stesse. Penso a giudici, giornalisti, ai rappresentanti delle religioni, che hanno il compito di custodire il bene di tutti. Chi ruba, chi passa con il rosso infrange la legge e va sanzionato, chiunque esso sia. La notizia è notizia se libera da colori e interessi di parte. Questo vale anche per l’apparato giudiziario, chiamato ad applicare lo stato di diritto, e per le autorità religiose che promuovono comportamenti etici e solidali.

SOBRIETÀ E NUOVO STILE DI VITA
Sono convinto da anni che viviamo al di sopra delle nostre possibilità almeno per un 20-30%. Oggi dobbiamo finalmente esserne consapevoli, avere l’autorevolezza e l’umiltà di saperlo spiegare e di chiedere conversione per curare le cause, non solo gli effetti. Ma senza legalità non si va da nessuna parte. Troviamo tutti il coraggio di rientrare nella legalità! E poi avremo la forza morale di dire alle mafie e a tutti i gruppi segreti: convertitevi! Mi piange il cuore sapere che siamo uno dei Paesi più corrotti al mondo. Significa che schiere di cattivi maestri ci hanno assicurato che evadere le tasse era un bene e un diritto. Con questi falsi principi abbiamo educato intere generazioni. Sentire l’urgenza e la necessità di denunciare queste distorsioni significa entrare in una credibilità nuova, dura, ma è questa la via della speranza. Sento che è possibile vivere bene in una società dove tutti insieme rispettiamo le regole. Ma per uscire da una situazione che ha i contorni di una guerra mondiale dobbiamo rimboccarci le maniche.

CHIESA E ICI
Penso che la Chiesa, le Chiese e gli enti la cui opera ha rilevanza sociale abbiano diritto a un trattamento di riguardo da parte dello Stato perché si prendono cura dei poveri e degli emarginati. Le agevolazioni che sostengono queste finalità sono sacrosante, il resto no. Questa è per me la chiave perché la Provvidenza continui ad operare.

ECONOMIA E POLITICA
Al di là della crisi dell’economia e della politica c’è una crisi di cuore: riguarda il sentimento di appartenere agli altri, di essere parte della stessa comunità. Così muore la politica. Non c’è politica senza bene comune e che bene comune possiamo avere se ognuno cerca il suo bene non insieme, ma contro il bene degli altri? A questo proposito ritengo inaccettabile il comportamento di alcuni parlamentari che con l’unico scopo di non perdere il diritto al vitalizio – un beneficio che ritengo immorale – hanno contribuito a non far cadere il governo. È stato sempre così, ma è stato sempre sbagliato. Come è sbagliato allontanare l’ingresso nella pensione a quanti ci sarebbero entrati fra pochi giorni. Come potranno queste persone digerire di punto in bianco un tale provvedimento, che pure è nella logica delle misure anticrisi, dopo una vita di lavoro e di contributi? Quelli che dovrebbero vegliare sul bene comune dov’erano quando consentivano le baby pensioni o quando avallavano buone uscite stramiliardarie a dirigenti pubblici e privati? E questo è solo un esempio.

GIOVANI AL CENTRO
La questione giovanile non è ancora stata affrontata seriamente. Da una delle nostre inchieste emerge che il 98% dei giovani non ha fiducia in nessuna istituzione, che l’85% ha paura del futuro e la percentuale di violenza di questa società è indicata fra il 62 e l’85%. I giovani sono i più poveri tra i poveri per le difficoltà che affrontano ogni giorno e per le potenzialità inespresse. Sono imbottiti di niente presentato come il tutto. La generazione dei padri è responsabile di aver proposto per anni la cultura del minor danno anziché quella del massimo bene. Così droga e sballi sono un diritto e la libertà individuale una divinità. Sto con i giovani notte e giorno. Non sopportano le ingiustizie, ma non hanno la forza di contrastarle e impegnarsi da soli. Perciò da anni chiediamo alle istituzioni di valorizzarli come patrimonio dell’umanità e agli adulti di diventare riferimenti credibili. I giovani sono disposti a convertirsi se trovano non parolai, ma testimoni. Metterli al centro con una visione a lungo termine e politiche che li aiutino a scoprire potenzialità e talenti. Investiamo per creare occupazione, cultura d’impresa, innovazione. Coinvolgiamoli in organismi consultivi. Stiamo dando vita ad un’associazione tra sindaci per tradurre i principi in scelte amministrative.

GIOVANI E FUTURO
È importante che i giovani si preparino alle responsabilità della vita entrando in una logica di formazione permanente. Con loro cerchiamo uno stile di vita coerente con gli ideali che affermano, l’unico che può dare autorevolezza e credibilità alle loro richieste. Impariamo ad abbassare il nostro io avido e impaurito perché la bellezza seminata in noi ci innalzi a grandi cose. Diciamo a ciascuno: “Non aspettare soluzioni, diventa pastore, entra in politica, nella scienza, nello sport, nella cultura portando ciò che serve al mondo per migliorare”. I giovani puri, indomabili non saranno signori della guerra e dell’economia, ma seguiranno la logica di Dio.

SEGNI DI SPERANZA
Helder Camara, il card. Pellegrino, Madre Teresa e molti altri amici e maestri, primo fra tutti dom Luciano Mendes de Almeida, ci hanno lasciato segni di speranza e carità dando fiducia a dei ragazzi, come eravamo noi quando li abbiamo incontrati. Grazie a questo siamo cresciuti e attraverso di noi in 47 anni milioni di persone hanno potuto aiutarne altrettante. Mi commuove ancora il gesto del presidente Sandro Pertini l’11 aprile dell’84 quando venne a inaugurare la nostra casa. Aveva saputo delle nostre difficoltà e voleva aiutarci. In quell’occasione disse: “Chi tocca Olivero, tocca me”. Da lì è iniziata una tradizione che coinvolge le più alte autorità e i più alti testimoni del nostro tempo che vengono all’Arsenale della Pace a vedere come i giovani realizzano i propri sogni. E mi commuove pensare a Giorgio Napolitano che ci ha fatto visita il 19 marzo scorso con questa motivazione: “Voi siete Costituzione vivente”. Invitiamo il presidente del Consiglio Mario Monti a venire ad ascoltare giovani che non insultano, ma propongono.

POVERTÀ E FAME NEL MONDO
Ogni giorno 100mila morti di fame e malnutrizione hanno bisogno della nostra commozione e del nostro impegno fattivo, come il samaritano sulla strada per Gerico. La costruzione di un mondo migliore non si fonda sulle speculazioni finanziarie, ma sulla responsabilità. L’umanità, credente e non, deve rimettere in discussione l’impiego di tempo, energie, creatività a servizio del bene comune. Un circolo virtuoso che crea lavoro, salute, scuole, cibo, acqua e dignità soprattutto in luoghi e situazioni impossibili.

USCIRE DALLA CRISI
Il nostro petrolio è il turismo. Nessuno ha le nostre bellezze naturali e il 60-70% delle opere d’arte del mondo è qui. Il recupero dell’ambiente e dei beni culturali, il turismo di massa e d’elite potrebbero dare lavoro qualificato e duraturo a tantissimi giovani. Chi ci governa deve convincersene, investire e collegarsi con le ambasciate proponendo itinerari nuovi e affascinanti. L’Italia di Michelangelo, Giotto, Raffaello deve tornare ad essere un’eccellenza culturale, le nostre università attrarre giovani da tutto il mondo. è un incoraggiamento per il nostro Ministro, perché abbia il coraggio non tanto di riformare la scuola quanto di farla rinascere, con docenti convinti di rientrare nelle radici culturali del Paese.