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Kiiller Joe

di Davide Bracco - A fine maggio dovrebbe iniziare il caldo insieme alla voglia di stare all’aria aperta senza sentire la necessità di rinchiudersi in una sala cinematografica, ma come ultimo film della stagione lasciatevi Killer Joe. Basato su un testo teatrale di Tracy Letts (vincitore del Premio Pulitzer) e sceneggiato per il cinema dallo stesso commediografo, il film è una dark comedy: il giovane spacciatore Chris (Emile Hirsch già visto in Into the wild) si vede costretto a recuperare rapidamente 6.000 dollari. Messo alle strette, ingaggia Killer Joe (Matthew McConaughey finalmente fuori dal clichè del bellone, foto sotto) per assassinare sua madre e permettergli di riscuotere l’assicurazione sulla vita.

Il killer, uno psicopatico che esercita il doppio mestiere di poliziotto e sicario, di solito esige di essere pagato in anticipo, ma questa volta farà un’unica eccezione: pretende come garanzia la sorella minore di Chris, Dottie (Juno Temple, figlia del regista Julian). Una storia che a detta del regista è una ritrasposizione noir della favola di Cenerentola e che allo scorso Festival di Venezia ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico. Forse a molti di voi il nome di William Friedkin dirà poco ma a rileggere la sua filmografia si capisce come questo suo lavoro meriti fiducia, ultimo film di una serie che comprende Il braccio violento della legge (1971, quarant’anni fa, il detective Gene Hackman sventa un traffico di droga internazionale), L’esorcista (1973, definito uno dei film più terrificanti di tutti i tempi), Il salario della paura (1977, il mio preferito, quattro disperati guidano un camion pieno di nitroglicerina tra strade sterrate del Sud America), Cruising (1980, Al Pacino indaga sulle tracce di un serial killer nel mondo omosessuale di Los Angeles), Vivere e morire a L.A. (1985, Willem Dafoe è un poliziotto nella città californiana ripresa da visuali insolite), Jade (1995, capostipite del filone thriller-erotico con David Caruso e Linda Fiorentino). Friedkin è anche un melomane capace di organizzare raffinate regie liriche da Tannhauser, Salomè, Wozzeck e nel 2006 al Teatro Regio di Torino una acclamata Aida. A voi la scelta, ma l’estate può attendere.

Al Cine – Rubrica di Nuovo Progetto