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Meno superficialità

di Carlo Degiacomi - I concorsi tematici per le scuole dovrebbero mettere al centro creatività e progetti. Solo così si prepara il futuro.

Povera scuola viene da dire! Ci sono tante esperienze positive (anche se a mio parere più legate a singoli insegnanti o gruppi di insegnanti o dirigenti scolastici che non all’operare della struttura in quanto tale) che cercano di collegare programmi scolastici alla vita quotidiana, che coltivano curiosità e interessi.

Ma ci sono troppo esperienze negative. Mi premetto di citarne una dello scorso anno scolastico. Anche all’esame di maturità, anche nelle scuole superiori l’indicazione politica di promuovere gli studenti, comunque, ha avuto la meglio. I dati dicono che non vi sono mai stati tanti promossi. Allora è migliorata la scuola e la voglia degli studenti di studiare? Nemmeno per sogno. È per lo più frutto di una rinuncia a selezionare, a premiare chi studia, chi si impegna, chi si costruisce la strada futura.

Che cosa bisognerebbe fare di più in questo nuovo anno scolastico?
Certamente inserire in qualsiasi materia l’ambiente; anche proprio come approccio scientifico e metodologico, oltre che per i contenuti, come bagaglio utile per qualsiasi studio futuro e tanto più per ogni lavoro. I temi ambientali aprono la mente, mettono in rapporto gli studenti con la realtà che li circonda, spiegano la modifica oggi di alcuni parametri nella crisi economica, tracciano l’esigenza di nuove ricerche e di nuovi atteggiamenti.

I temi ambientali si coniugano spesso con temi sociali, economici, con il consumo consapevole, con scelte consapevoli dei singoli o delle istituzioni ai vari livelli. Se affrontati in un certo modo aiutano a progettare meglio il futuro prossimo come protagonisti, altrimenti sono semplicemente un tema in più, una moda passeggera.
Un personaggio noto, un guru positivo possono essere la molla per sollecitare un interesse nei giovani, in forma diversa a seconda delle età, ma il messaggio è quasi sempre troppo semplificato e troppo superficiale. Luoghi come la scuola, la famiglia, le associazioni dovrebbero aiutare a passare dalla superficialità all’approfondimento, dall’informazione alla conoscenza.

Consultando il sito museoambiente.org si trova la descrizione di tutto quanto offre il Museo A come Ambiente alle scuole: istruzioni per l’uso ai fini didattici, aggiornamento per gli insegnanti, uso intelligente di un laboratorio territoriale a disposizione delle scuole di ogni grado. Le scuole, inoltre, possono reagire in modo positivo alle proposte dei concorsi tematici. Vi propongo qualche riflessione in merito.
Gli insegnanti, che sono i destinatari veri di queste proposte, come reagiscono?

E gli studenti? Come Museo siamo spesso chiamati a fare parte di giurie o di essere partner dei concorsi sui temi ambientali. Abbiamo trovato in quelle sedi spesso solo tanta superficialità che oggi non è proprio utile di fronte alle urgenze formative e ambientali (mettiamole pure insieme!).
Avrete capito dall’attacco che non siamo proprio amanti dei concorsi anche se bisogna riconoscere loro, comunque, un ruolo di stimolo per sviluppare percorsi o temi o di finalizzazione di percorsi già in atto. Spesso è facile trovare un collegamento tra concorso e i programmi scolastici e le materie anche in forma interdisciplinare. Siamo inoltre interessati a supportare e aiutare la scuola e gli insegnanti per qualsiasi sforzo che viene fatto per sviluppare temi ambientali o di consumo consapevole, per arrivare a delineare percorsi che si radichino nella scuola, che non siano solo spot, che colleghino conoscenza e azione, buone pratiche, che permettano di lasciare nella formazione dei ragazzi curiosità, molle di interesse, informazioni corrette, dubbi e interrogativi che possano essere trattati anche fuori dalla scuola con altri stimoli...

Negli ultimi concorsi dell’anno scolastico 2011-2012 mi ha colpito un aspetto che pongo alla riflessione degli insegnanti. Spesso i concorsi pongono un tema generale e generico, per cui si riesce a inserire percorsi che sono già previsti e trattati; potrebbero essere invece occasioni per fornire ai ragazzi e studenti un metodo, un percorso, uno stimolo per addentrarsi nel tema e per svolgerlo in modo originale. Ho riscontrato anche forme interessanti di espressione, di grafica, di video, di sperimentazioni di comunicazione attraverso linguaggi di ogni tipo, ma i contenuti sono scarsi, in genere troppo superficiali, scontati, esprimono luoghi comuni, ciò che i media dicono spesso rimbalzando curiosità ma non conoscenza, spesso ripetendo cose che sono diverse dalla realtà.

È possibile combattere contro la troppa superficialità dilagante? Posso dire questo senza offendere nessuno con l’obiettivo di ragionare insieme? Anche gli insegnanti non possono e non devono essere delle enciclopedie. Proprio sui temi ambientali è importante far emergere, invece dei luoghi comuni, le relazioni, la complessità, l’attenzione a fare le domande giuste oltre che a cercare le risposte, vedere il bicchiere mezzo pieno vicino a quello mezzo vuoto, proporre e non solo criticare, valutare i pro e i contro di soluzioni, approfondire al di là della suggestione, semplificare non più di tanto, non dare ai ragazzi la conferma di affermazioni che non sono vere, spiegare un po’ il metodo scientifico nell’affrontare questioni che non si conoscono, diffidare di chi ha la ricetta facile e pronta, capire che è bene sentire più opinioni, che il mondo corre e vi sono nuove scoperte, nuove conoscenze sulle quali è possibile affacciarsi…

Si può usare il percorso anche di un concorso non solo per dimostrare che si è bravi a disegnare o fotografare, che si lavora tanto cercando informazioni su internet per mettere insieme qualcosa, ma per proporre e costruire qualcosa di creativo, di originale basato su un terreno solido e ben depositato di informazioni, di confronti, di ginnastica con mente aperta, non costruito sulla sabbia. Il concorso può servire se è stimolo per andare a vedere cose fuori dalla scuola, dopo che in classe si sono poste le basi per interpretarle, per frequentare qualche struttura utile, per articolare e semplificare le analisi di quanto si vuole approfondire.
Nella crisi che stiamo attraversando si parla solo di minori consumi, attendendo nuovi momenti di sviluppo o si aprono nuove possibilità culturali? Si ragiona con gli studenti sul come rafforzare in modo stabile e permanente la nuova tendenza ad usare i mezzi pubblici? Si aiuta a capire come tante piccole azioni che fanno risparmiare energia in casa contribuiscono a difendere stipendi e salari della famiglia? Si aiuta a capire che ridurre gli sprechi può diventare una risorsa per spostare i consumi su altri terreni, più utili per la qualità della vita e per il bene comune?

Il Museo può essere utilizzato da insegnanti, studenti, famiglie come luogo di formazione in cui cercare con attenzione argomenti, temi, interrogativi, dubbi, informazioni, confronti, da utilizzare poi liberamente per trasformarli in elaborati diversi, più o meno curiosi, anche utili per i concorsi. Noi ci siamo, siamo disponibili, chiedeteci, frequentateci…
Buoni concorsi anche in questo anno scolastico 2012/2013, ma guardiamoci intorno!

ACOMEAMBIENTE - Rubrica di Nuovo Progetto