Sermig

La vita di domani

a cura del gruppo giovani dell’Arsenale della Pace - Il lavoro, l’impegno per gli altri, il futuro. Giovani intorno ad un tavolo danno voce ai loro sogni. Tanti ostacoli, ma le cose difficili non sono impossibili.

Il libro dei sogni non esiste. Esiste solo la vita, con aspirazioni, ideali e forza di volontà. I giovani hanno le idee chiare, conoscono bene gli ostacoli, ma non rinunciano alla speranza. Li abbiamo ascoltati in un pomeriggio come tanti. Sono i ragazzi che da un po’ di tempo hanno fatto dell’Arsenale della Pace una casa di condivisione e di confronto. Il lavoro, l’impegno per gli altri, i valori in cui credere. La corsa ad ostacoli per vivere in pienezza.

Il sogno che ho da sempre è quello di mettere a disposizione le conoscenze che derivano dai miei studi per poter costruire strutture ospedaliere e scolastiche in Africa e nei Paesi del Terzo Mondo. Gli ostacoli che mi si pongono davanti penso siano molti: innanzitutto l’università, che comunque è un impegno non da poco. E poi penso che sarà difficile saper conciliare la mia vita lavorativa e privata con attività di volontariato, senza che nessuna delle due ne risenta. Penso però che il mio non sia un sogno impossibile. In generale nessuno lo è, basta non far mancare mai la voglia di realizzarlo”.
“Il mio sogno è prendermi cura degli altri senza cadere nella superbia e senza farmi condizionare dal giudizio degli altri”.

Il mio sogno è andare a vivere da sola ed essere economicamente indipendente. Gli ostacoli sono la crisi lavorativa e l’alto costo della vita”.

Il mio sogno è riuscire bene negli studi per regalare un po’ di serenità ai miei genitori che non ne hanno mai avuta. Riuscire a fare qualcosa io in prima persona e sensibilizzare le persone intorno a me ad aprire gli occhi verso chi ci circonda, perché spesso le nostre sofferenze sono delle briciole in confronto a quelle dei nostri vicini. Gli ostacoli sono: un impegno costante e duro all’università e riuscire ad venir fuori dalla concezione del solo io conto, propria del mondo di oggi”.
“Sogno di poter realizzare tutte le mie aspettative e i miei sogni; sogno di fare qualcosa di concreto nella mia vita, ricercando sempre ideali e persone per ispirarla. L’ostacolo principale è la nostra società che cerca di eliminare o standardizzare i sogni e le aspettative di noi giovani”.

Il mio sogno è diventare maestra; gli ostacoli sono le graduatorie e riuscire a farsi rispettare dagli alunni”.

Il mio sogno è diventare un’educatrice capace di essere d’esempio con il mio comportamento attivo e consapevole. Vi sono molti ostacoli: prima di tutto trovare punti di riferimento o modelli di vita adeguati allo scopo; secondo, trovare un posto di lavoro nel mio ambito di studio ed infine evitare il sentimento di inutilità che emerge dalle scelte controcorrente, e quello di solitudine”.

Il mio sogno è che ognuno, vecchio o bambino, bianco o nero, ricco o povero, ateo o religioso, possa vivere la propria vita senza essere oppresso dai pregiudizi e senza dovere fare i conti ogni giorno con un mondo in cui è considerato vincente solo chi si impone sugli altri sfruttando ogni mezzo senza dare peso al prossimo”.

Il mio sogno consiste nel far capire a tutte le persone la bellezza del donarsi fine a se stessa, un donarsi senza limiti né ambizioni. Non importa che la persona davanti a te sia il panettiere, il dottore, un parente o un bisognoso; bisogna donarsi per permettere all’altro di entrare nella tua vita con un gesto, una parola o uno sguardo. Il mio sogno è che tutti conoscano la ricchezza dell’aiutare e dell’agire per gli altri. Gli ostacoli sono i pregiudizi, l’egoismo e la paura di affidarsi alla carità, alla fede e all’amore perché pongono l’attenzione su ciò che ci sta intorno e meno su noi stessi”.

Il mio sogno è realizzare qualcosa di innovativo che possa cambiare in meglio la vita delle persone. Mi piacerebbe farlo per il mio Paese. Lo impediscono la mancanza di investimenti nella ricerca e la scarsa considerazione dei giovani in Italia”.

Il mio sogno è sentirmi concretamente realizzata all’interno della società in rapporto con il prossimo. Ogni io ha bisogno di tanti tu con cui confrontarsi, imparare e condividere. È questa consapevolezza che manca alla nostra società, che invece di accogliere emargina, promuove la disinformazione e sostituisce l’interesse per il mondo che ci circonda con l’indifferenza”.

Il mio sogno è che tutti possano avere le stesse opportunità indipendentemente dal luogo e dalla famiglia in cui si è nati. Purtroppo gente più o meno potente pensa solo ai propri interessi a scapito del prossimo e molti non hanno consapevolezza di cosa significhi vivere per alcune persone più o meno lontane”.

“Studio filosofia. Tutti mi dicono che con questo tipo di studi non avrò sbocchi lavorativi e con i tagli alla cultura di questo periodo le poche speranze sembrano diminuire. Mi piacerebbe fare un corso di editoria e fare uno stage in una casa editrice. Ho fatto un Erasmus in Svizzera e le persone che ho conosciuto là mi consigliavano di restare perché in Italia non avrei avuto possibilità, neanche per l’insegnamento, dato che non ci sono posti. E anche nell’università non vedo un gran ricambio di persone. Ci sono sempre i soliti baroni. Mi chiedo se riuscirò a fare qualche cosa che mi dia soddisfazione e che mi permetta di costruirmi una famiglia”.

“Io studio ingegneria fisica e penso che con questi studi avrò buone possibilità di lavoro. Il mio sogno è quello di fare bene il mio lavoro prima di tutto. Non solo dal punto di vista legale, ma anche da un punto di vista morale e di coerenza verso me stesso. Se per esempio mi chiedessero di progettare le canne dei carri armati risponderei di no. Però nello stesso tempo mi chiedo come farei a sopravvivere. È possibile non scendere mai a compromessi? Il mondo in cui sono inserito va contro alcuni miei principi. Mi piacerebbe tanto testimoniare che si può rimanere fedeli a un ideale”.

Sogno di poter fare qualcosa che mi appassioni, che mi realizzi e che sappia fare bene. Sogno di farla nel modo migliore che posso, con l’obiettivo di migliorare un po’ di volta in volta”.

L’ostacolo più grande che dobbiamo superare è quello che spesso ci creiamo noi giovani.
Pochi di noi cercano di guardare oltre lo studio che permetterà di avere un buon voto all’esame. Pochi di noi vedono che c’è anche dell’altro. Per molti l’unico obiettivo è laurearsi e diventare uno tra tanti. E non siamo aiutati a guardare oltre perché dappertutto ci dicono che il nostro dovere è studiare, ma quasi nessuno ci aiuta a capire qual è il vero senso dello studio. Spesso ci mancano lungimiranza e interesse per la vita in generale. L’atmosfera in cui siamo immersi è negativa e pesante. È difficile appassionarsi in un clima così. Sembra che la società non dia valore a quello che fai e sogni di essere. Siamo spinti a tirare i remi in barca perché tanto non ne vale la pena”.

Un altro ostacolo enorme è la solitudine in cui si trovano moltissimi di noi. C’è chi trova amici e fidanzate su face book. Molti di noi dentro internet ci vivono e sono appiattiti su quello che fanno tutti. Pochi hanno un loro pensiero personale e autonomo. Nonostante tante libertà sbandierate di continuo, se hai il coraggio di essere te stesso troverai grosse difficoltà”.

La più grossa difficoltà per realizzare i miei sogni è che vivo in un sistema in cui è quasi impossibile far passare delle idee nuove, diverse da quelle che, forse con superficialità, talvolta sono diventate idee comuni alla maggioranza. Il modello di società in cui vivo rifiuta di mettersi in discussione per verificare se è effettivamente giusto e solido”.

 


Speciale – DI SOGNI E DI MERAVIGLIA 5 / 6
“Tante volte si sogna con gli occhi aperti, con la carta e la penna in mano, scrivendo, organizzando i pensieri, immaginando i passi per arrivare a concretizzare quello che non è solo un sogno, ma è una chiamata a fare del bene, ad andare incontro alla pecora smarrita, alle persone bisognose, alle popolazione che si trovano nella fame, nella guerra, nella sventura. I sogni sono belli, perché si trasformano tante volte in realtà. C’è qualche cosa in più. Diceva Helder Camara che il sogno che si sogna da solo non è altro che sogno, ma quello che sogniamo insieme è il sogno che si fa realtà. Proprio perché nell’essere condiviso con gli altri crea unione e collaborazione, porta frutto di vita e di fraternità”. (Luciano Mendes de Almeida)