Sermig

Radici

di Davide Fiorini e Giulia Ciapponi - Non è un tema che fa tendenza fra i giovani e neanche gli adulti lo percepiscono come applicabile a loro. I giovani sono quelli che rompono le loro radici per volare lontano, sognatori inguaribili che inseguono speranza irrealizzabili.

Sono quelli che non mettono radici per poter restare liberi da vincoli che rischierebbero di farli invecchiare troppo presto, prima di essersi goduti la vita veramente fino in fondo. Forse è vero.

Lo studio, il lavoro, gli amori ci rendono presto vagabondi in una società che ci vuole sempre più mobili e malleabili. Ma questo non vuol dire che siamo piante troppo deboli, incapaci di affondare le radici per resistere alla forza del vento.

I nostri ideali, i nostri valori, le passioni e le speranze, se sinceri e vissuti con coraggio non possono che sostenerci nelle lotte di ogni giorno.

In questo siamo radicati, questo ci rende saldi nella nostra identità, nel tipo di persone che vogliamo diventare crescendo: la speranza di un mondo migliore, la certezza che sia possibile.

E come diceva una canzone ballata in molti grest (estate ragazzi) piemontesi pochi anni fa, “la speranza è un albero al contrario: le radici in cielo per dei frutti di quaggiù”.