Sermig

Voglia di... Australia

di Alessandra Cirri - Un anno nel Paese dei canguri e dei “backpackers”, i viaggiatori-zaino-in-spalla.

Quante volte ci pizzica l’idea di dare una scossa alle nostre routines... Beh, un anno all’altro capo del mondo potrebbe essere un buon punto di partenza!
Perché ho deciso di partire? Prima di tutto perché sono giovane e non ho niente da perdere, in secondo luogo perché più mi guardo attorno in questo Paese e più sento la necessità di esperienze nuove, giovani e stimolanti! Allora sappi che se sei un giovane tra i 18 e i 30 anni hai la grande opportunità di passare un anno in Australia con un visto vacanza-lavoro che ti permette di scoprire uno stile di vita tutto diverso da quello che conosciamo da sempre!

Sydney, il mio porto di sbarco, è una città semplicemente sorprendente! Non mancano gli spazi verdi, l’integrazione di culture diverse, lo stimolo artistico, eventi, mostre, mercatini davvero originali, serate culturali in cui la musica e la poesia si incontrano da tutto il mondo. Per non parlare poi della cuisine! Insomma una delle mie capitali preferite al mondo, che sempre mi regala un’emozione unica davanti a quell’inimitabile Opera House!

Bar e ristoranti assumono personale tutto l’anno a Sydney, specialmente da ottobre a marzo, ma la vita nella city è un po’ troppo movimentata per i miei gusti, così decido di spostarmi nelle campagne, a respirare un po’ d’aria vera! E qui, se si è predisposti allo sforzo fisico, i lavori in ambito agricolo non mancano di certo. Mi piace pensare di poter imparare come crescere le piante e capire i diversi tipi di cura di cui necessitano nell’arco dell’anno!

Sono a Stanthorpe, nel sud del Queensland e per mia grande fortuna due parchi nazionali tra i più spettacolari della regione si trovano a solo un centinaio di chilometri, così nei giorni liberi ne approfitto per qualche escursione, in compagnia di mister canguro che, alla ricerca di qualche foglia da sgranocchiare, si imbatte sulla mia strada e più veloce della luce si dilegua ancora nella foresta.

Parlando con la gente vengo a conoscenza di un club a nord del Quensland che cerca personale da aggiungere al suo staff, così prima di partire per Moranbah, cittadina di miniera a 200km dalla costa, decido che io e Gli, la mia Ford Falcon del ‘95, abbiamo bisogno di un po’ di vacanza, un po’ di sole e tanto relax: Great Keppel Island fa proprio al caso nostro! È tempo di rimettersi in marcia e presentarsi al colloquio di lavoro.

Devo ammetterlo, la vita in questi paesini così remoti non è facile, davvero diventa un’esperienza australiana! In Italia non c’è niente che assomigli a questo, non si viaggia centinaia di chilometri per raggiungere la località più vicina. È qui che si incontra il vero australiano, nelle sue abitudini, dialetti e stili di vita, in luoghi in cui la natura non sempre è gentile, pensiamo agli anni di siccità o alluvioni ed uragani che in un attimo distruggono la vita di tante persone! Comunque sia è un piacere sedere in loro compagnia e chiacchierare. La vastità di questa terra ne fa un continente tutto da scoprire: dalle grandi metropoli ai paesini remoti dell’entroterra, dal deserto alle foreste tropicali, dalle spiagge e dalla Grande Barriera Corallina alle distese interminabili di prateria ed agli alberi di eucalipto.

Fare nuove amicizie è all’ordine del giorno: i cosiddetti backpackers, viaggiatori-zaino-in-spalla, che come me stanno cercando lavoro e organizzando il tempo libero in modo da esplorare ogni angolo possibile di questo grande Paese. Ci si conosce e ci si confronta, si scambiano esperienze e si imparano cose nuove! Un anno passa davvero in fretta e senza essermene resa conto ho anche imparato l’inglese che, a dire la verità, prima di partire non era proprio il mio cavallo di battaglia, ho messo da parte qualche soldino e fatto un po’ di vacanza godendomi spettacoli mozzafiato!

È il 29 Novembre e ancora non so se sono pronta ad affrontare il lungo viaggio di ritorno, ma è proprio qui che ho capito come viaggiare sia diventata una componente fondamentale della mia vita; la sensazione impagabile di capire come il mondo sia davvero una varietà di elementi diversi tra loro e così stimolanti... che non basta una vita per scoprirli tutti!