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Il Web delle Micro-botteghe del Futuro

di Antonio Manzalini - Tecnologie povere ma efficienti, open source e comunità web possono dare vita a significativi progetti di sviluppo.

Immaginate una rete di micro-botteghe in grado di produrre a bassissimo costo quanto è necessario per una società eco-sostenibile. Un equilibrio basato sulla condivisione da parte di tutti della conoscenza, degli strumenti e dei progetti di produzione. Non più competizione e sprechi ma cooperazione, riciclo e rispetto della Natura. Non più la frenesia del consumismo di massa, ma uno stile di vita creativo, ecologico, basato sui valori della persona e della famiglia.

Oggi ci sono tutti gli elementi per trasformare questo sogno in realtà. Ci sono degli “utensili tecnologici” a basso costo e di facile utilizzo che sono finalmente alla portata di tutti coloro che desiderano aprirsi un micro-bottega. Il Web ha enormemente amplificato (talvolta anche distorcendole) le nostre capacità di comunicazione ed interazione: tuttavia oggi può diventare uno straordinario strumento di collaborazione sociale, per scambio di idee, progetti, per creare e produrre assieme, dal basso.
È significativa l’esperienza di Marcin Jakubowski. Marcin, polacco di origini, ama definirsi un agricoltore, tecnologo. Da qualche tempo, ha avviato un gruppo, che si chiama Open Source Ecology, con l’obiettivo di creare una versione open source (ovvero fai da te, a basso costo) delle 50 macchine più essenziali per garantire la sopravvivenza di un villaggio agricolo: cose che vanno dai trattori, ai forni per il pane, generatori di corrente, ecc.

In fondo, stiamo interpretando in chiave moderna il pensiero di Gandhi, secondo il quale la rinascita della vita economica dei villaggi in India era l’elemento strategico per recuperare i danni creati dal colonialismo inglese con l’importazione nei villaggi di merci fabbricate all’estero e con la distruzione della vita sociale della comunità. Non ricorda per certi versi l’attuale situazione economica ?

Immaginate che impatto potrebbe avere la creazione e lo sviluppo di una rete di micro-botteghe capaci di progettare e sviluppare a bassissimo costo oggetti d’utilità comune: per aiutare i più poveri, per migliorare la qualità della vita, ma anche per creare nuove opportunità di lavoro. Si tratterebbe, senza esagerare, dell’inizio di una rinascita economica. Come dice Neil Gershenfeld (creatore dei  FAB Lab, laboratori di fabbricazione personale) nel suo libro “C’era un tempo in cui educazione, industria e arte erano integrate nel lavoro dell’artigiano del villaggio…”. La micro-bottega del futuro potrebbe essere l’ambiente dove educazione, industria e arte si fondono nuovamente, per creare un nuovo tessuto economico.

Per entrare più nel concreto, due esempio di “utensili tecnologici”, a basso costo e di facile utilizzo, per le micro-botteghe del futuro sono i cosiddetti, Open Source Hardware e Open Source Software. Il termine hardware si indica la parte fisica di un’apparecchiatura, come ad esempio un computer, ovvero comprende tutte quelle parti di componenti elettronici (microprocessori, transistor, resistori, condensatori…) meccanici, ecc. che ne consentono il funzionamento. Il termine software riguarda invece la parte logica di un computer, ovvero i programmi e procedure utilizzati (sistema operativo, applicativi) per fargli eseguire un determinato compito. Open Source significa inoltre aperto a tutti: i creatori dell’hardware o del software ne permettono, anzi ne favoriscono, il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri. Tutto gratuitamente. L'approccio Open Source trae grande beneficio del Web, perché esso permette a chiunque anche se geograficamente distante di entrare a far parte di reti sociali che collaborano per scambiarsi idee o lavorare sugli stessi progetti.

Vediamo alcuni esempi. Arduino è una piattaforma hardware a bassissimo costo che permette la prototipazione rapida e l'apprendimento veloce dei principi fondamentali dell'elettronica e della programmazione. Può essere utilizzato per sviluppare un’infinità di circuiti, ad esempio collegandolo a sensori, smart phone o PC, per attuare svariate funzioni. Un altro esempio: per 30 euro è possibile acquistare Raspberry PI, un computer con le dimensioni di una carta di credito che può essere connesso ad una TV e ad una tastiera. E' un vero e proprio PC che può essere utilizzato per molte delle applicazioni. Su Raspberry PI, come per Arduino, ci sono sul Web diversi forum, dove i partecipanti scambiano idee e programmi software.

Immaginate se con questi strumenti riuscissimo a creare una rete di comunicazioni a bassissimo costo di sviluppo, gratuita e aperta a tutti ! Mesh Potatoes è un’iniziativa open source che punta proprio a fare qualcosa di molto simile: l’obiettivo è sviluppare una rete a costo quasi zero per le comunicazioni locali in un villaggio, anche isolato. Ci sono delle sperimentazioni in corso in Africa. Il concetto è analogo a Ninux, una delle tante reti wireless (radio, cioè senza fili) comunitarie che stanno nascendo in tutto il mondo: si tratta di reti peer-to-peer basate su tanti nodi con collegamenti diretti tra loro; chi può mettere a disposizione il suo collegamento ad Internet permette agli altri di usarlo per navigare in Rete.

Un altro esempio è Elgg: una piattaforma open source software dedicata al social networking, già utilizzata da moltissimi social network. Offre quanto serve per lo sviluppo di una community: notifiche, messaggistica interna, creazione e gestione gruppi, blogging e micro-blogging, pubblicazione di media e contenuti ecc. Immaginate una sorta di “Facebook” dedicato alla Restituzione Tecnologica dove decine o centinaia di persone si aggregano per sviluppare assieme nuovi progetti o nuove soluzioni per problemi ancora irrisolti.

Il progetto Horto Domi (orto a casa) di due ragazzi texani, Samuel Bagot e Bill Bratton, è stato finanziato (con 10000 dollari) grazie a una raccolta fondi sul sito di crowdfunding Kickstarter. Si tratta infatti di una serra a forma di cupola, di un paio di metri di diametro, dotata di una serie di sensori e sistemi per automatizzare la coltivazione. Alla base c’è la scheda Arduino e alcuni sensori di temperatura e umidità, che permettono al software di monitorare lo stato all'interno della serra, controllando automaticamente irrigazione, illuminazione, riscaldamento, rilascio di fertilizzanti, ecc.

Oggi abbiamo un innumerevole serie di esempi di iniziative di questo tipo in giro per il mondo.
In sintesi, ci sono degli “utensili tecnologici” a bassissimo costo e di facile utilizzo per aprirsi una micro-bottega. Scateniamo la nostro creatività per il bene di tutti! Il Web ha inoltre enormemente amplificato le possibilità di comunicazione ed interazione per cui oggi può diventare uno straordinario strumento di collaborazione sociale, per scambio di idee, progetti o per creare assieme.

Quando degli “utensili tecnologici” diventano accessibili a tutti (sia per basso costo sia per praticità d’uso) la massa degli utilizzatori riesce sempre a creare una nuova rivoluzione socio-economica che parte dal basso. In fondo ce lo insegna anche la Natura: una colonia di formiche, ad esempio, è un “sistema complesso” che manifesta una straordinaria organizzazione emergente dal basso, senza centralizzazioni. Ogni gruppo di formiche espleta determinati ruoli (cercare cibo, costruire o pulire il nido, ecc.) ma dall’interazione di una miriade di semplici micro-azioni emerge una struttura organizzativa estremamente efficiente e solida che garantisce il benessere a tutti.
Un Web delle Micro-botteghe stimolerebbe una nuova forza innovativa, che parte dal basso, secondo un modello decentralizzato, ispirato alla Natura, al quale tutti noi possiamo partecipare fattivamente per contribuire alla rinascita dell’economia e per creare nuove speranze per il futuro.


Alcuni siti interessanti:
opensourceecology.org
arduino.cc
raspberrypi.it
emcelettronica
kickstarter.com