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L'amore è dentro di me

di Ernesto Olivero - L’uomo, fin quando non trova una risposta ai propri bisogni essenziali, è inquieto; è pronto a fare di tutto per sopravvivere fisicamente e per soddisfare i desideri del suo corpo. Ma per l’amore cosa fa?

Il mondo e la realtà di oggi sono molto complessi: un’infinità di rumori sono nemici del desiderio che è in noi di incontrare Dio e il suo silenzio, tentano di soffocarlo. Ma il silenzio non muore, è come Dio: se anche tutti gli uomini lo rinnegassero, Dio continuerebbe ad essere sempre Dio; nessuno lo può dichiarare morto. Questo Dio è continuamente pronto a diventare seme nel ragazzo, nella ragazza, che sono pronti a farsi abitare da lui, per far rinascere la speranza e far crescere in tutti gli uomini la voglia di amare e sentirsi amati.

Ogni uomo ha una storia personale, che lo conduce ad una completezza di vita attraverso la lotta tra il bene e il male. Egli è padrone di questa lotta: può decidere la vittoria del bene o del male.

Il male può essere anche la normalità più accettata, comoda e universalmente approvata; vorrebbe incatenare l’uomo al conformismo, al buon senso, alle false sicurezze, al quieto vivere. Il bene invece vuol far entrare l’uomo nella propria armonia, nella propria completezza di persona. Vuole dargli il coraggio di essere quello che è. Il che comporta uno sforzo da parte sua.

Solo nell’armonia del bene il mondo può assaporare nuovi profumi, realizzare nuovi sogni, conseguire nuovi risultati. L’armonia rende l’uomo come l’amore lo ha pensato, debole nella propria umanità, indomabile e creativo nella ricerca del bene.

Non c’è nessun luogo, non esiste situazione in cui l’amore non possa essere testimoniato. Anche con il silenzio. E se stiamo zitti non è per paura, ma per amore; non rispondiamo alle provocazioni non perché l’altro è più forte o perché ce la farà pagare, ma per amore. E se chi ci sta davanti ci dà ragione perché ci pensa potenti, allora dobbiamo fermarci, pensare.

A volte ci è chiesto di vendere tutto e andare a soccorrere l’affamato… Ma a volte la nostra vocazione può essere là dove viviamo. Diventare un segno di contraddizione e condividere i nostri beni.

L’amore non ha spazio, i confini non li conosce, il forse non lo capisce. Conosce il sì, il sempre.

Amare con il cuore di Dio è l’avventura che Dio sta vivendo in noi con tutte le nostre povertà, ma anche con tutta la nostra sincerità e la nostra voglia di cambiare il mondo. Sembra impossibile, ma con i miei amici ci stiamo provando e con l’aiuto di ciechi e zoppi, di carcerati e vescovi, di preti, di donne meravigliose e di prostitute che hanno ritrovato la vita, siamo partiti per questo viaggio. La speranza è far incontrare l’uomo – il ricco, il povero, il sicuro e l’incerto – con Dio.

La bontà, l’amore, la santità, sono le chiavi per quella rivoluzione che non è ancora arrivata, ma che da sempre gli uomini aspettano, la sola che può fare coesistere giustizia, libertà, crescita, rispetto.

Nel mercato della nostra vita ci offrono di tutto, dall’imbroglio alla voglia di emergere, dal consumismo alla carriera, dalla degradazione alla sopraffazione. Sulle bancarelle di questo mercato c’è di tutto. E la santità? È un ricordo del passato, forse una favola inventata per ingannare e tenere buoni gli uomini. Noi oggi desideriamo buttare sul mercato la voglia di santità, voglia di aria pulita, voglia di fare innamorare l’uomo di Dio, il suo creatore.

Voglia di santità è il desiderio profondo di aiutare l’uomo ad entrare nel silenzio che ha dentro, a svuotarsi realmente, a porsi domande mai poste, a riflettere su risposte non previste. E quando l’allievo è pronto, arriva sempre il Maestro.

Speciale - Quello che conta - 1/5 - NP di Marzo 2013

La corsa al denaro, al successo, al potere: la vera faccia di una crisi non solo economica. La via di uscita è la riscoperta delle cose importanti, di ideali più vicini di quanto si possa pensare. Perché abitano dentro il cuore dell'uomo.

FOTO: MAX FERRERO / SYNC