Sermig

Cosa ci avete guadagnato?

di Claudio Maria Picco - Liliana e Agostino, due figli ormai grandi, lavoro, relazioni, amicizie, una relativa tranquillità economica. Una storia fra le tante in un Paese dove si spande l’eco di una nuova tangentopoli che non fa più scandalo, dove una certa mentalità del chiudi gli occhi per non vedere garantisce a volte il normale svolgersi delle attività produttive e istituzionali, dove chi trova la forza di vedere e di non piegarsi rischia tutto.

Mio marito – racconta Liliana –- ha sempre fatto un lavoro con ruoli di grande responsabilità. Non gli è mai stato chiesto esplicitamente di fare cose illegali, ma di accettare quei compromessi necessari per il profitto della società. Di fatto tu non rubi, nelle tue tasche non entra niente. Sono scelte che non dipendono da te, necessarie per mantenere il tuo posto di lavoro. Questo pensiero ti basta per continuare a fare il tuo lavoro tutti i giorni. Ti basta finché l’incontro con qualcuno che non scende a compromessi e che tenta di vivere le idee in cui crede, che ha nel cuore, ti risveglia dentro una sete di coerenza così grande che niente riesce più a metterla a tacere. Ci siamo confrontati, ci siamo detti che non potevamo più accettare compromessi”.

È l’incontro con il Sermig, conosciuto attraverso il figlio arrivato a Torino per gli studi universitari, a cambiare le carte in tavola: “Da subito abbiamo fatto l’esperienza di un nuovo modo di pensare, di vedere, di essere coerenti. Ci piaceva molto perché rispecchiava quello che avevamo dentro”.

E ad un certo punto si impone la riflessione su quello che conta davvero nella vita, sulla necessità di tirare le fila di una storia per cominciarne un’altra piena di incognite, ma più libera: “Eravamo pronti ad accettare le conseguenze di questa scelta. Non è stato immediato, ma mio marito per questo è stato licenziato. È avvenuto ciò che in fondo ci aspettavamo. Dopo lo sgomento iniziale abbiamo maturato la decisione di dare una svolta netta alla nostra vita. Era giunto il momento di cambiare, di cambiare tutto, di lasciare il paese in cui avevamo vissuto sempre, in cui avevamo le nostre radici, eravamo lì dal giorno della nostra nascita. Non siamo più giovani e cambiare paese, abitudini, tenore di vita non è stato facile”.

Comincia una nuova esperienza tutta da inventare e arriva anche il lavoro per Agostino, ma presto si ripresentano gli stessi problemi, le stese richieste di prima: “E così ci siamo ritrovati da capo, con mio marito in cassa integrazione e un mutuo da pagare. In altri momenti mi sarei lasciata prendere dall’ansia, dallo spavento, ma questa volta non è stato così. Ci siamo sorpresi anche noi, però sapevamo di non essere soli. Eravamo sicuri che il Signore non ci avrebbe abbandonato. Questo ci ha dato serenità, anche nel momento più duro. Mio marito ha trovato nuovamente un posto di lavoro nonostante la grande crisi e per prima cosa ha voluto chiarire questa volta con tutti le sue idee rispetto ai compromessi e al modo di gestire le responsabilità che gli sono affidate”.

A volte le difficoltà aiutano a capire che si può vivere con poco, anche se amici e conoscenti non sempre capiscono: “Cosa ci avete guadagnato?”. La domanda resta, non solo per Liliana e Agostino che la risposta l’hanno già trovata: “Certamente la serenità interiore e la consapevolezza di quanti doni abbiamo, di quante cose abbiamo e di quante volte non ce ne rendiamo neppure conto, di quanto possiamo fare anche per gli altri che hanno tanto, tanto meno rispetto a noi”.



FOTO: ALBERTO RAMELLA / SYNC



Speciale - Quello che conta - 5/5 - NP di Marzo 2013

La corsa al denaro, al successo, al potere: la vera faccia di una crisi non solo economica. La via di uscita è la riscoperta delle cose importanti, di ideali più vicini di quanto si possa pensare. Perché abitano dentro il cuore dell'uomo.