Papy del mondo unitevi!

di Andrea Gotico - Chiedo perdono ma mi toccherà parlare ancora una volta di televisione. Succede tutte le sante volte che per sbaglio mi ci ritrovo davanti. Questo mese, mannaggia a me, mi è capitato due volte. La prima con mia figlia e il suo amichetto, 4 e 5 anni. Sono le sette di sera e durante l’attesa dal piadinaro sotto casa, un televisore enorme come un totem attira le nostre attenzioni: due tizi stanno sezionando un cadavere. Non avendo a disposizione una katana per sezionare a mia volta l’enorme tv, cerco inutilmente di distrarre i due “nani”: “Bambiniii, guardate che bella pallina!”... Ma è evidente che non posso competere, ormai sono ipnotizzati e iniziano a tempestarmi di domande: “Perché gli tagliano la pancia papy, perché gli staccano un braccio papy?”. Nella scena seguente, i due, dopo aver sezionato il cadavere, si ritrovano a letto, ma non dormono… e sono sempre le sette di sera: “Cosa fanno papy?”.

Le piadine sono pronte ma mi è passato l’appetito. Sì, lo so, sono diventato un inguaribile bacchettone. Due settimane più tardi in pizzeria con amici: sei nani di diverse stature attendono con noi le pizze. Nel locale la radio è accesa, la televisione è accesa e quattro avvinazzati cantano: cin cin porta un quartin! Inizia il telegiornale. La prima notizia racconta di un attentato in Afghanistan. Non faccio in tempo a imbavagliare il nano più piccolo che siamo già passati alla seconda notizia che è un interminabile servizio dalle spiagge d’Italia. Da questo momento tutti i bambini vengono ipnotizzati dalla tv e non reagiscono più a nessun tipo di sollecitazione visiva e uditiva che non provenga dalla diabolica scatola. Le inquadrature del servizio ovviamente sono tutte molto discrete, i cameraman fanno bene attenzione a non inquadrare mai il volto delle ragazze, sarà per via della legge sulla privacy! Detto ciò, c’è una parte di me che vorrebbe prendere il signor tv e sezionarlo in diretta, mentre tutti i papy del mondo che non sanno più cosa rispondere ai propri figli fanno la hola! Ma come sempre una frase di mio nonno viene in mio aiuto: “Non è con la spada figliolo che cambierai le cose… Ti basterà legarli ad un palo e costringerli a guardare Pingu per il resto dei loro giorni, allora forse capiranno”.

Orzata con latte - rubrica di Np agosto-settembre 2012

 

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