Maria di Madaba

di Chiara Giorgio - A Madaba c’erano tutti. Il vescovo di Giordania mons. Maroun Lahham, il parroco Abouna Wissam e padre Tommaso, responsabile della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Main, hanno concelebrato la messa in cui è stata benedetta la copia dell’icona che abiterà la cappella dell’Arsenale dell’Incontro.

Abbiamo ringraziato insieme per i 30 anni dell’Arsenale di Torino e per la presenza della Fraternità in Giordania, con un pensiero e un ricordo particolare per Maria Teresa Canavese, mettendo l’Arsenale dell’Incontro e tutti gli ospiti sotto la protezione di Maria.

Durante la celebrazione, il vescovo ha ricordato la festa di fine anno scolastico della nostra scuola per disabili come un momento significativo e commovente. In quell’occasione, mons. Lahham aveva chiesto al nunzio apostolico, presente tra il pubblico, di riferire a papa Francesco che “in queste zone dove le guerre non finiscono mai, a Madaba, in Giordania, c’è un’oasi di pace, l’Arsenale dell’Incontro. Una casa dove si pensa e si vive la pace, non quella del mondo, ma quella che solo il Signore può dare”.

L’icona è stata poi portata in marcia in silenzio dai giovani lungo tutto il perimetro dell’Arsenale, per allargare simbolicamente la protezione della Madre dei giovani a tutti quelli che negli anni abbiamo incontrato e a tutti i giovani del Medio Oriente e del mondo intero.

I giovani volontari giordani, che insieme a noi recitano ormai da molti anni la preghiera a Maria Madre dei giovani, hanno vissuto questa festa come la propria festa. Hanno sentito che era fondamentale impegnarsi in prima persona per trasformare l’Arsenale in un santuario, perché diventasse visibile anche a chi veniva per la prima volta la presenza e la protezione di Maria Madre dei giovani su tutti noi, sui servizi e sulle persone che accogliamo. Nelle settimane precedenti ogni ora libera era stata impiegata nell’attività di dipingere le mura del salone dell’Arsenale con le immagini di tanti giovani di tutto il mondo in cammino verso la Madre dei giovani (vedi disegno) e di allestire la grande croce dorata che sovrasta l’altare e l’ambone. La sera del 1 agosto in Giordania erano usciti i risultati dell’esame di maturità che impegna i ragazzi per oltre un anno, un momento molto sentito dalle famiglie perché da questo voto dipende la possibilità di continuare gli studi per i loro figli. Nei giorni successivi i ragazzi sono tutti a casa, pronti a ricevere le congratulazioni di amici e parenti; ma il 2 agosto tutti i nostri volontari che hanno fatto la maturità quest’anno erano in Arsenale fin dalle prime ore del mattino, a dire con la loro presenza che la loro casa è anche qui, con Maria e con gli altri giovani. Per loro è stato normale così, ma noi sappiamo che è una normalità speciale, quella di chi ha capito che il Signore chiede qualcosa di grande, per loro ma anche per questa terra, per il mondo intero. La sera del 3 agosto abbiamo animato nella nostra parrocchia la messa prefestiva durante la quale il parroco ha presentato ufficialmente anche a tutta la comunità parrocchiale l’icona e la preghiera di Maria Madre dei giovani.

Speriamo davvero che si sia aperta una strada nuova e che anche in Giordania la festa di Maria Madre dei giovani il 2 agosto di ogni anno diventi sempre di più un appuntamento che coinvolge tutta la comunità e in modo particolare tanti giovani.

Speciale Maria Madre dei Giovani 4/6 - NP ago-set 2013

Il 2 agosto da ora e per sempre festa di Maria Madre dei giovani. L’icona della Madonna delle tre mani portata a spalle dai giovani nella Marcia della Speranza a Torino, San Paolo e Madaba, città degli Arsenali del Sermig.

 

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