Sant'Anna e Maria bambina

di Chiara Dal Corso - Le icone di sant’Anna e Maria bambina sono molto rare, le prime sono della fine del XIII secolo, mentre il culto di sant’Anna si diffonde tra i primi cristiani già dal III secolo, come dimostrano chiese e cattedrali a lei dedicate.

L’iconografia di questa immagine ricalca i modelli della Madre con il Bambino, nelle due tipologie, Odighitria (Colei che indica la Via), ed Eleousa (della Tenerezza), dove sant’Anna è al posto di Maria e Maria al posto del Bambino.

Il manto di Anna è arancione, colore della contemplazione, velato di diaspro rosso, che indica la preziosità della presenza ricreatrice di Dio nella preghiera. Anna ha i tratti di una donna avanzata in età, che abbraccia la figlia e la sostiene come su di un trono. Maria è bambina, ma già vestita come la Madre di Dio, con le tre stelle che la contraddistinguono e la consapevolezza del suo volto risponde alla contemporaneità delle icone dove tutta la storia è già presente: è bimba ma è già Madre. Tiene in mano un fiore bianco che porge alla madre, ricco di significati: è simbolo della sua purezza, dell’immacolata concezione, ma anche della sua verginità e del Figlio che nascerà da lei. Indizio dell’Evento di salvezza che si compirà attraverso di loro.

Un’icona che ci parla di due donne unite, profondamente, intimamente. Donne che hanno superato il conflitto di generazione tra madre e figlia, passaggio fondamentale per ogni giovane figlia che stia diventando donna: la pacificazione con la madre, il superamento della competizione esistenziale che ci portiamo dentro ci aiuta a diventare donne mature, capaci di amare e di creare unità e non divisione. “Dio fece l’uomo a sua immagine, maschio e femmina li creò”. Questo vuol dire che immagine di Dio sono sia l’uomo che la donna, che Dio in sé ha entrambi gli aspetti. Nella Madre che si è scelto vediamo il suo amore femminile, tenero, dolce. Noi esseri umani facciamo esperienza dell’amore di Dio attraverso il rapporto con le altre persone. Qui queste due donne dialogano in silenzio, si sostengono e rispettano, si abbracciano, tra loro c’è unità e pace.

Questa icona è un inno alla solidarietà femminile, suggerisce quanto potente sia il bene che le donne possono generare insieme, quando fanno unità e portano pace.

Solo la tenerezza di Dio può vincere la competizione, può sciogliere nodi e creare unità, innestando reazioni a catena in grado di cambiare il clima di una famiglia, di un ambiente, di un gruppo, risolvendo delle situazioni. Le donne sono capaci di questo, come dimostrano quando ne sono consapevoli e ci credono per prime.

Uova e colori - Rubrica di NP Maggio 2013

 

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