Sermig

Le nozze di Cana

di Chiara Dal Corso - Chi non conosce questo episodio del Vangelo (Gv. 2, 1-11)? Gesù è invitato insieme ai discepoli ad una festa di matrimonio, a Cana, dove è presente anche sua Madre. Quando improvvisamente viene a mancare il vino – importantissimo per una festa così – la Madre si rivolge al Figlio dicendogli “non hanno più vino” e, nonostante la risposta secca “non è ancora giunta la mia ora”, lei imperterrita si rivolge ai servi e con sicurezza dice loro “fate quello che vi dirà”, certa che il Figlio, come subito dopo avviene, avrebbe fatto qualcosa per aiutare gli sposi. E infatti Gesù dice ai servi: “riempite d’acqua le anfore” e poi “portatene a colui che dirige il banchetto”. E mentre i servitori la versano nelle anfore, l’acqua diventa vino, vino molto buono, come sarà ricono sciuto dal maestro di tavola. Questa icona, che si ispira al modello di Fanous (1919-2007) racconta l’episodio.

Ci sono gli sposi al centro della scena, circondati da Gesù in primo piano – che li benedice e allo stesso tempo sembra indicare con un gesto le giare ai servi – e la Madre che, da dietro gli sposi, dialoga con lui con lo sguardo. A lato, più piccoli, i servi che riempiono le giare di acqua e sullo sfondo arrivano già con i bicchieri e le brocche di servizio. Gesù con questo segno dà grande benedizione agli sposi, nobilita il senso della festa, e inizia la sua vita pubblica attraverso l’obbedienza alla Madre.

Un’icona che diventa augurio per tutti gli sposi: perché non invitare il Signore Gesù e sua Madre nella propria casa, nella propria famiglia e cercare il loro amore, la loro benedizione?

Uova e colori - Rubrica di NP agosto - settembre 2013