Sermig

Raffaele

di Chiara Dal Corso - A chi non piacerebbe avere un Angelo grandissimo e forte che lo protegge e lo tiene sotto le sue ali sicure? Che lo conduce e lo accompagna nel viaggio della vita?

È capitato a Tobia, un giovane israelita, di una famiglia fedele a Dio e osservante della Legge, che è stato accompagnato da Raffaele nel viaggio decisivo della sua vita: con l’aiuto dell’Angelo recupera l’eredità di famiglia, trova moglie, Sara, una giovane saggia della casa di suo padre che sposa dopo averla salvata dalla cattiveria di un demonio, e guarisce suo padre dalla cecità. È l’Arcangelo che gli dà le indicazioni, che conosce le situazioni, lo aiuta ad affrontare le difficoltà e la paura, che lo conforta e lo incoraggia durante questo viaggio. Una storia bellissima che la Bibbia riporta, come paradigma di come la nostra vita potrebbe essere se ci fidassimo di Dio e lo lasciassimo intervenire nella nostra storia. L’Arcangelo Raffaele, il cui nome significa letteralmente: Dio guarisce ci testimonia di come Dio ci vuole bene, nel senso che vuole il nostro bene, e anche se il male esiste, tuttavia Dio è più grande, trova sempre strade per superarlo. Ma per intervenire nella nostra storia aspetta che glielo chiediamo, non è invadente. È pronto a mandarci degli aiuti, ad intervenire nelle nostre situazioni, purché glielo permettiamo, ci fidiamo di Lui e soprattutto gli lasciamo fare a modo suo, secondo la sua volontà, che è sempre la migliore, solo che spesso non lo capiamo subito, ma solo dopo. Ci viene chiesto di fidarci.

In questa icona, l’Arcangelo Raffaele tiene sotto le sue ali i giovani Tobia e Sara, in cammino nel deserto mediorientale, legati da un filo bianco, segno della loro unione benedetta e protetta da Dio. Questa icona può diventare una preghiera per una coppia, una benedizione per un matrimonio, l’augurio per ognuno di noi di permettere a Dio di visitarci, di venire a stare con noi, di accompagnarci nel cammino e insegnarci a guardare le cose come le guarda Lui, di trasformare la nostra mentalità e farci il dono della conversione del cuore. Allora, ogni tanto, guardandoci indietro, forse ci sembrerà di essere stati davvero accompagnati da una presenza benevola, che ha condotto la nostra vita anche nei momenti più duri… Cosa aspettiamo? Apriamogli la porta, e sarà un nuovo Natale.

Uova e colori - Rubrica di NP agosto - dicembre 2013