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Armi d’oriente

di Sandro Calvani - A partire dal 2000, profondi cambiamenti strategici verificatisi in Asia dopo la fine della guerra fredda hanno causato un nuovo boom degli acquisti di armi da guerra. La Cina sta ristrutturando il suo esercito per sostenere le sue aspirazioni al controllo di una grossa fetta del Mar Cinese meridionale. Oggi il bilancio cinese per gli armamenti (vedi grafica illustrativa) è più grande di quello dell’India, Giappone, Corea del Sud ed Australia messi insieme. Gli Stati Uniti stanno cercando di mantenere il loro predominio e rafforzare una rete di alleati capace di bilanciare il gigante asiatico. La nuova tendenza a mostrare i muscoli, cioè la propria potenza militare, si traduce in un ottimo mercato per sofisticati sistemi d’arma fabbricati negli Stati Uniti, in Europa e in altri Paesi asiatici. Nella lista per lo shopping d’armi sono comparsi sottomarini lancia missili, destroyers ed elicotteri da guerra che non sono mai stati classificati come strumenti di difesa. L’Asia armata fino ai denti rappresenta una nuova preoccupazione e un vero e proprio pericolo per se stessa e per il resto del mondo.

Per esempio il giovane leader della Corea del Nord Kim Jong Un porta avanti test missilistici e nucleari che rappresentano una minaccia gravissima ai paesi vicini. La Corea del Sud risponde accettando sul suo territorio lo stazionamento di un sistema missilistico di difesa avanzata degli Stati Uniti, che preoccupa non solo l’altra Corea ma anche la Cina. Mentre la Cina rimane il più grande partner commerciale di quasi tutti i Paesi asiatici, gli stessi Paesi non accettano il tono più duro della retorica militare cinese e il suo continuo espansionismo nelle isole del Mar Cinese.
Per questo molti governi hanno ricominciato a riarmarsi in misura mai vista fin dai tempi della seconda guerra mondiale. I nuovi schieramenti vanno al di là di quelli tradizionali e contraddicono tante promesse dei paesi cosiddetti non allineati, comprese la moderazione in strategie militari sancita nei trattati di collaborazione economica e politica dei Paesi ASEAN e dei suoi partner. Per esempio l’India, che era vicina all’Unione Sovietica durante la guerra fredda, partecipa a regolari esercitazioni tripartite con la marina militare degli Stati Uniti e giapponese, e separatamente collabora con l’Australia, Singapore e altri Paesi asiatici. Inoltre l’India ha addestrato 500 marinai vietnamiti sui propri sottomarini Kilo. E ha ottenuto la collaborazione degli Stati Uniti nella produzione di una nuova super porta-aerei, che userà nuove tecnologie futuristiche, come le catapulte elettromagnetiche per lanciare aerei. Il Giappone ha reinterpretato il disarmo scritto nella sua Costituzione per permettere nuove alleanze ed operazioni militari con gli Stati Uniti, l’Australia e altri Paesi della regione asiatica. Il riarmo del continente asiatico – che ha ancora un totale di poveri maggiore di tutto il resto del mondo – contraddice le dichiarazioni politiche fatte nei summit a favore di un mercato comune pan-asiatico capace di sconfiggere le sfide del sottosviluppo, soprattutto nel campo dell’educazione e della salute pubblica attraverso la cooperazione multilaterale scientifica ed economica.

  Fonti: Nikkei Asian Review, India Times.

 

 

 

Rubrica di Nuovo Progetto