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Il “Bocia” invitato dal Senato

di Carlo Nesti - Ci sono fatti, nel nostro Paese, che, se non fosse per il dovere di mantenere un atteggiamento equilibrato, meriterebbero la stessa reazione di Gesù, al cospetto con i mercanti del tempio, e cioè visibile indignazione.

Quella, ad esempio, di Marisa Grasso, vedova dell’ispettore Raciti, ucciso il 2 febbraio 2007, durante gli scontri legati al derby di calcio Catania-Palermo.

Ora, provi qualcuno a spiegarci come è possibile che il Senato organizzi una conferenza sul fenomeno ultras dei nostri stadi, e tenga fuori dalla porta i rappresentanti delle forze dell’ordine. Provi qualcuno a spiegarci l’invito a parlare rivolto a Claudio Galimberti, detto Bocia, leader della tifoseria atalantina, condannato a 9 Daspo per lesioni, e sorvegliato speciale per avere minacciato di morte un capo della Digos.

Attenzione: lo spirito cristiano impone di ascoltare le ragioni di tutti, attraverso il dialogo. Ma, per dialogare, bisogna essere in 2, e, in questo caso, non ultras-politici, ma ultras-forze dell’ordine.

Non mi risulta che siano i politici ad affrontare gli ultras, quando gli animi si surriscaldano, scoppia la violenza, e gli sportivi pacifici vanno tutelati.

In questa sede, non voglio dare pubblicità a chi ha organizzato la messa in scena, perché tanto era presente l’intero arco parlamentare, manco si dovesse stabilire il cambiamento della Costituzione. Chissà perché certe idee vengono attuate a ridosso delle elezioni, quando servono i voti proprio di tutti, buoni e cattivi. Chissà perché...

 

 

 

Rubrica di Nuovo Progetto