BES

di Pierluigi Conzo - Se foste politici per un giorno e aveste cento milioni di euro a disposizione, come li spendereste per migliorare il benessere del vostro Paese?

Abbiamo condotto un’indagine per valutare come i cittadini italiani distribuiscano tale cifra tra diverse dimensioni di benessere. Tra queste, abbiamo considerato le categorie sviluppate da ISTAT, CNEL, esperti e rappresentanti della società civile per misurare il cosiddetto benessere equo-sostenibile (BES): salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi. Abbiamo poi misurato il benessere soggettivo di ogni intervistato chiedendo il livello di soddisfazione generale per la propria vita. L’intento dell’indagine è studiare la relazione tra le preferenze degli intervistati riguardo le dimensioni di benessere e la loro personale soddisfazione di vita.

I risultati mostrano che la differenza più significativa in termini di soddisfazione di vita è tra chi investirebbe più soldi in benessere economico rispetto alle relazioni sociali. A parità di reddito, soddisfazione finanziaria, età, istruzione, comune di residenza, sesso, stato civile e orientamento politico, chi privilegia il benessere economico è meno soddisfatto della propria vita di chi valuta di più le relazioni sociali.

Una possibile interpretazione è che chi investirebbe di più in benessere economico sopravvaluti il contributo di quest’ultimo alla propria felicità: una valutazione distorta, probabilmente dovuta alla natura stessa dei beni materiali. Questi si connotano come beni confort (secondo l’economista Scitovsky) il cui consumo genera una felicità solo momentanea e cui ci si abitua facilmente. Di contro, le relazioni sociali si configurano come beni stimolo: richiedono impegno e fatica per fruirne, ma generano effetti duraturi e meno soggetti all’assuefazione sulla felicità.

L’homo oeconomicus, quindi, non solo è socialmente dannoso (secondo altri studi), ma anche triste e infelice!

 

 

 

Rubrica di Nuovo Progetto

 

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