Il dono della grazia

di Domenico Agasso jr - «Quante volte sentiamo l’esigenza di un cambiamento che coinvolga tutta la nostra persona!». Ecco, in questa situazione basta osservare che Gesù è «accanto a noi con la mano tesa» e dice: «Il lavoro lo faccio io, ti cambierò il cuore, ti farò felice». È sufficiente dunque «spalancargli la porta». Garantisce papa Francesco. È l’esortazione lanciata dal pontefice durante l’udienza giubilare del 18 giugno in piazza San Pietro, dedicata al tema della conversione.

Il Figlio di Dio «ha fatto della conversione la prima parola della sua predicazione: “Convertitevi e credete nel Vangelo”». Però quando Cristo invita alla conversione, «non si erge a giudice delle persone – puntualizza Francesco – ma lo fa a partire dalla vicinanza, dalla condivisione della condizione umana, e quindi della strada, della casa, della mensa...».

Poi il vescovo di Roma ha sottolineato che «la vera conversione avviene quando accogliamo il dono della grazia»; ed esiste «un chiaro segno della sua autenticità: ci accorgiamo delle necessità dei fratelli e siamo pronti ad andare loro incontro». «Cari fratelli e sorelle – ha rilevato – quante volte anche noi sentiamo l’esigenza di un cambiamento che coinvolga tutta la nostra persona! Ma quante volte ci diciamo – ha osservato parlando a braccio – “devo cambiare, io non posso continuare così. La mia vita, per questa strada, non darà frutto, sarà una vita inutile e io non sarò felice”. Ma quante volte vengono questi pensieri, eh? Quante volte». Però il Figlio di Dio, «accanto a noi, con la mano tesa ci dice: “Ma vieni: vieni da me. Il lavoro lo faccio io. Io ti cambierò il cuore. Io ti cambierò la vita. Io ti farò felice”». «È così! E Gesù che è con noi ci invita a cambiare vita. È lui, con lo Spirito Santo che ci semina questa inquietudine per cambiare vita ed essere un po’ migliori».

Francesco ha incoraggiato a seguire «questo invito del Signore», e a non porre «resistenze, perché solo se ci apriamo alla sua misericordia, noi troviamo la vera vita e la vera gioia». Basta solo «spalancare la porta e lui fa tutto il resto – ha concluso – lui fa tutto, ma spalancare il cuore perché lui possa guarire e portarci avanti. Vi assicuro che saremo più felici».

 

 

 

Rubrica di Nuovo Progetto

 

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