Sermig

La gente

di Andrea Gotico - C’è una cosa che ho imparato navigando mio malgrado nella rete. Quella di evitare di leggere i commenti della gente sulle cose. Qualunque sia il tema trattato. Me lo riprometto ogni volta che leggo un articolo, ma alla fine ci casco sempre, ne leggo solo uno... posso smettere quando voglio, mi dico... ma poi niente da fare, mi casca l’occhio nel vero senso della parola e ogni volta è una cosa incredibile.

Non riesco a capacitarmi di quello che scrive questa grande categoria che si chiama la gente. E come se ogni individuo fosse l’unico a conoscere la verità e considerasse tutti gli altri degli inetti indegni di vivere. I commenti equilibrati sono davvero pochi. Leggerli è come farsi una dose di tutto il marcio che questa categoria di nome la gente porta dentro di sé. Una cattiveria disumana. Estremismi rotanti di ogni genere e forma. Tristezze senza fondo. Un mondo dove tutti hanno la soluzione ai problemi dell’universo... che in estrema sintesi è la morte di qualunque altra categoria che non sia la loro. Perché loro (altra categoria che poi siamo tutti) credono in una libertà dal colore innocuo e coccoloso, una libertà confetto, una libertà così grande e alta che se non la capisci sei troppo idiota per vivere. Una libertà così oltre da proiettarti in film d’azione di serie c dove il cattivo di turno guardando dritto negli occhi il nemico gli dice: “Gringo! Non sono io a premere il grilletto sei tu che meriti di morire”. E il nemico muore felice, liberato dalla sua stessa, medesima inettitudine.

Ecco perché sulla carta considero molto pericoloso mettersi a leggere i commenti sotto l’articolo. Da li a poco è un attimo che io mi senta meglio di loro, entrando a pieno titolo a fare parte della ggente, che a questo punto si è guadagnata un’altra G, oltre ad avere fatto cadere me nel baratro. Mio nonno mi diceva sempre: “Dovrai tenerti stretto nei prossimi anni”. Quante volte vorrai avere ancora ragione nonno!







Rubrica di NUOVO PROGETTO