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Parolaccia

di Fabio Arduini - Ogni nuovo giorno fa venire voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo, ci vuole una rivoluzione che parta da ognuno di noi e che sia una rivoluzione d’amore. Un’ottima strategia d’azione può essere di incominciare ad escludere le volgarità dalla propria bocca, che è un atto di rivoluzione alla portata veramente di tutti. Di buoni motivi per non dire parolacce, se ne possono trovare molti.

Primo: non sprecare fiato.

Secondo: non usare uno strumento prezioso come il linguaggio per qualcosa da niente. Lo sappiamo per istinto, o qualcosa di simile, che non si usa la sciarpa più bella per pulire i vetri (il che sarebbe comunque qualcosa di utile e di buono, paragonato al caso di cui trattasi).

Terzo: non scandalizzare. Possiamo anche sentirci sicuri che nessuno ci legherà una pietra al collo, ma è comunque meglio non turbare o contagiare chi ha avuto finora la fortuna di non conoscere parole volgari.

Quarto: mantenere in efficienza la rete di protezione individuale, che abbiamo ricevuto in dotazione contro gli abbruttimenti, anche quelli che sono peggiori rispetto al fatto di abituarci a intercalare con parolacce.

Quinto: mantenerci puliti e profumati. Se mi circondo di parolacce come un bastoncino che è stato avvolto di zucchero filato, di certo non profumo di fiori. Sarà un caso che i mistici attestano di sentire un inconfondibile profumo di rose quando è vicina la Madonna? Al contrario, fare uso di parolacce è come andare in giro sporchi lerci, senza neppure il desiderio di farsi la doccia perché neanche ci accorgiamo di puzzare.

Per aiutarci a chiudere con le volgarità, ci possiamo fare guidare dalla sensazione di disagio che avvertiamo in noi o in chi ci sta davanti. Inoltre, è possibile che incontriamo uno che potrebbe realmente raccogliere il nostro stesso intento. Chi è vicino a fare questo si accorge benissimo di quando, non appena pronunciata la parolaccia di turno, l’interlocutore non risponde con un cenno di complicità o di indulgenza.







Rubrica di NUOVO PROGETTO