Vita per tutti

di Mauro Palombo - Per quanto regione periferica tra Europa ed Asia, e relativamente piccola con i suoi cinque milioni di abitanti, la Georgia si trova al centro di interessi geopolitici globali, relativi in particolare al controllo di vie sicure per il convogliamento del petrolio dell’Asia Centrale. Rinata come Stato indipendente nel 1991, i primi anni sono stati segnati da colpi di Stato, governi autoritari, e conflitti interni di origine etnica. La fase successiva si è aperta ad una partecipazione democratica e a nuove istanze economiche, ma restando gravata da tensioni interne ed esterne, latenti e a più volte riesplose. In questo contesto si colloca il disastroso conflitto con la Russia dell’agosto 2008, che ha causato molti sfollati e profughi, e pesanti conseguenze tra sospensioni di rifornimenti energetici e blocchi commerciali.

Pur rimanendo importante il settore agricolo grazie alle condizioni naturali favorevoli del territorio, il settore industriale del Paese subì un grande trauma col crollo dell’URSS con una riduzione del Pil nazionale a meno di 1/3 di quello precedente. Negli ultimi anni la Georgia ha avviato progressi nella gestione dell’apparato pubblico – privatizzando però molti servizi essenziali – e dell’economia, puntando marcatamente ad un progressivo avvicinamento all’occidente.

La Georgia ha recentemente conseguito miglioramenti nella vita della sua gente. Tuttavia, il Paese patisce ancora una situazione di miseria che colpisce senza rimedio una parte rilevante della popolazione. Disoccupazione – stimabile in un 30% della forza lavoro –, sottoccupazione e precarietà, restano sfide a tutto campo, in uno scenario in cui restano elevate le disuguaglianze. Restano realmente esclusi diversi ambiti della società molto svantaggiati e vulnerabili: chi vive una povertà più acuta fino alla stessa fame, profughi interni, bambini orfani o abbandonati da famiglie disintegrate e che vivono in strada, anziani, ammalati, disabili.

In questo scenario, da lungo tempo collaboriamo con Witold Szulczynski, sacerdote polacco salesiano, che, fin dall’indipendenza, prima in nunziatura, poi come direttore della Caritas Georgia e ora insieme ad una piccola comunità salesiana che sta studiando la possibilità di aprire una scuola professionale, ha servito i poveri per buona parte della sua vita. Lo abbiamo accompagnato in questa realtà con l’invio di aiuti, con diversi progetti realizzati insieme, il più importante la costruzione de La nostra casa per i ragazzi e ragazze di strada.

La comunità cattolica georgiana, articolata in diversi riti, è abbastanza piccola – circa ottantamila fedeli – ma ben inserita; e in buone relazioni con la maggioranza cristiano ortodossa, che ha già avuto molto modo di apprezzarne l’impegno. Anche in questo ambito di collaborazione si collocano le iniziative in cui padre Witold sta come al solito mettendo tutto se stesso. E coinvolgendo gli amici, come noi!

È in partenza un container composto di aiuti di emergenza e in larga parte di attrezzature a servizio di nuovi progetti per promuovere attività economiche che offrano stabilmente lavoro, educazione e formazione professionale. In particolare stiamo progettando e allestendo un impianto fotovoltaico di 6 kw che fornirà la necessaria energia ad una azienda agricola-casearia con parecchi addetti, in corso di espansione e ammodernamento. A lato, sono richiesti anche generatori per attrezzare diverse realtà.

Verranno inviate parecchie macchine da cucire e di maglieria, per un nuovo laboratorio di taglio e cucito. Un forno è richiesto per la panetteria di una congregazione di suore cattoliche, per sostenerne le opere, attraverso questa iniziativa. Un importante numero di computer andranno ad equipaggiare un paio di nuove aule informatiche e a servire imprese sociali, assistenze e strutture sanitarie. Mentre il molto materiale di cancelleria raccolto aiuterà il lavoro di scolarizzazione. Siamo lieti di poter ancora una volta lavorare con gli amici georgiani, che siamo certi, come sempre finora trarranno i migliori risultati da quanto potranno ricevere. Confidando a nostra volta nell’aiuto che finora mai è mancato, per far fronte a impegni che, come al solito, si assumono nella sproporzione tra mezzi disponibili e necessità…

Associazione Sermig Re.Te. per lo Sviluppo
IBAN: IT73 T033 5901 6001 0000 0001 481
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