Le città più grandi di una nazione

di Sandro Calvani - Abbiamo tutti sentito parlare del fatto che in futuro la gran parte della popolazione del mondo vivrà in città, megalopoli e grandi aree metropolitane. Ma pochi comprendono come tale trasformazione rappresenterà una vera e propria rivoluzione socio-economica profonda, che – se ben gestita – potrebbe essere positiva perché lascerebbe la maggior parte del pianeta alla natura invece che ad attività industriali e di sfruttamento come purtroppo succede oggi in molte parti del mondo. Inoltre le grandi città con un buon governo offrono migliori servizi di salute, di educazione ed in generale di qualità della vita a costi più bassi rispetto ad aree non urbane, a parità di qualità dei servizi.

È per questo che in Cina il governo ha deciso di facilitare e gestire la migrazione verso le città per diminuire la densità della popolazione nel resto del territorio. La densità della popolazione in Cina è già oggi di 143 persone per km², (in Italia ci sono 220 persone per km², tra le più alte densità nel mondo occidentale) ed è dunque il momento giusto per cominciare a controllare tale modello di vita in comune, guardando anche ad esempi di buon successo come Tokyo, Singapore, Seoul, Bangkok, Hong Kong. Il dipartimento cinese per la pianificazione urbana prevede che entro il 2030, le città cinesi ospiteranno più di un miliardo di persone, cioè circa il 70% della popolazione del paese. Si tratta dunque di una sfida di sviluppo sostenibile colossale che non permette di fare errori nel governo di tale modello.

Secondo The Economist l’urbanizzazione cinese negli ultimi decenni è stata “il più grande movimento dell’umanità che il pianeta ha visto in così poco tempo”. Infatti la popolazione urbana della Cina è aumentata di cinquecento milioni di persone negli ultimi tre decenni, creando nuove megacittà. Oggi più di cento città cinesi hanno una popolazione di oltre un milione di persone. In confronto, nel 2015, solo dieci città degli Stati Uniti e solo cinque aree metropolitane italiane ospitavano più di un milione di persone.

E poi ci sono le megalopoli, cioè le aree urbane con oltre dieci milioni di persone, che sono quindici in Cina, mentre nel resto del mondo non asiatico si tratta di rare eccezioni; solo Londra e Parigi tra le città europee arrivano a dieci milioni di persone e solo New York e Los Angeles negli Stati Uniti.

Il governo cinese sta anche creando aree urbane sempre più grandi. Per esempio il Pearl River Delta è costituito da nove città, che il governo si propone di fondere in un’unica macro area urbana attorno a Shenzen, che nel 1970 era solo un piccolo villaggio di pescatori.

Un’altra macro area urbana sarà quella attorno a Pechino, unendola a Tianjin e Hebei. La nuova macro-città si chiamerà JingJinJi. Oggi la sua popolazione è di 130 milioni – più di tutto il Giappone e circa il doppio dell’Italia – e si estende su una superficie di oltre 212 mila chilometri quadrati, pari a circa due terzi dell’Italia).

Le sfide per ottenere e mantenere un’alta qualità della vita in aree così immense sono così complesse che sono nate scienze specifiche che studiano i bisogni e le buone pratiche per il buon governo dei beni pubblici nelle mega-città, in tutti i campi, dalla salute ai trasporti, dall’educazione alla gestione dei parchi pubblici, dell’acqua e dell’energia. I governi moderni di tali aree sono affidati a persone altamente specializzate, un po’ come succede quasi ovunque nel mondo per la gestione di aeroporti con oltre dieci milioni di passeggeri l’anno, o per l’organizzazione di grandissimi eventi che attirano decine di milioni di persone. In Cina la scelta di tali mega city-manager è esclusivamente meritocratica, dato che non esistono elezioni democratiche. Ogni city-manager deve raggiungere precisi obiettivi annuali di miglioramento della qualità della vita, pena la destituzione immediata e senza appello.

Un recente rapporto del World Economic Forum dal titolo Inspiring Future Cities and Urban Services: Shaping the Future of Urban Development and Services Initiative mette in evidenza centinaia di problemi da affrontare nelle mega città, soprattutto in termini di sostenibilità. Quando in una città vivono oltre un milione di abitanti o addirittura cinque milioni o più, è divenuto un obbligo inevitabile affidare il suo governo a professionisti, sindaci o governatori altamente specializzati. Solo le persone disinformate ed ignoranti possono sperare che bastino la buona volontà politica e le persone per bene.



 


Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

 

 

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