Sermig

Colpi di testa

di Andrea Gotico - Quando ero piccolo sentivo dire da molti adulti che se le cavolate non le fai da giovane va a finire che a 40 anni dai di testa: molli moglie e figli, ti compri una macchina sportiva o ti fai tatuare un teschio con il casco e le ali e vai la in quel luogo indefinito dove (dicono) si appagano tutti i bisogni nascosti della gioventù.

Non so se sia stato il terrore di tale prospettiva ma nel dubbio ho fatto tutte le cavolate possibili a tempo debito, e non contento per non rischiare ho prolungato la cosa per più anni possibili... Non si sa mai mi dicevo.

Non so se a motivo di tale scelta, devo dire che oggi, all'età di 44 anni, il pensiero di tatuarmi un teschio non mi sfiora neanche di striscio, piuttosto a dirla tutta mi sento animato da uno strano desiderio di purificare quel vissuto.

Mio nonno mi diceva sempre, citando un qualche santo: “Neanche Dio può cambiare il passato, quello si può solo perdonare”. Mio nonno e quel santo avevano senz'altro ragione, e non mi metterò a discutere tale affermazione. Aggiungo solo che sento che ogni cavolata oggi la posso trasformare in una risorsa.

Ad alcuni miei commilitoni che si accingono ora a mollare tutto per inseguire un sogno di gioventù perduta vorrei tanto dire con tutto il cuore “lascia perdere”, ma non si può... È quasi impossibile risparmiare a un uomo il proprio numero di errori, come se tutti fossimo più o meno destinati a farli e a passare dentro quel tunnel buio, (dove può succedere di tutto, e ci si può anche perdere per sempre).

Purtroppo è raro che si possano salvare le persone dalle proprie scelte, ma se c’è una cosa che spero di saper “dire bene” ai miei figli sarà questa: ogni passo fatto lì dentro ce ne vorranno almeno 4 per uscire. È tutta una questione di tempistiche. Quanto tempo sono disposto a perdere? Anche se so che mio nonno mi direbbe: “Il tempo perso non esiste, sono solo istanti rubati alla felicità”.

 

 

 

Rubrica di NUOVO PROGETTO