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La Germania si prepara

di Michelangelo Dotta - Nascosta tra le pieghe di un’estate che stenta a concludersi e nella diffusa distrazione rigeneratrice delle vacanze che amorevolmente continuiamo a coltivare al sapore dell’ultimo sole, è passata in assoluto silenzio una notizia datata 22 agosto.

Su un’intera pagina di un quotidiano dedicata ai baby killer del califfato, con fotografia in mimetica e pistola nel gesto di far fuoco sul prigioniero inginocchiato di turno, incorniciato su un lato in una mezza colonna con sfondo colorato, con carattere piccolo e anonimo, un titolo inquietante: “La Germania invita i cittadini a fare scorte alimentari”. Il racconto della macchina dei kamikaze bambini indottrinati e mandati a morire, gli 89 attacchi suicidi compiuti da minori in Iraq e in Siria a partire dal 2014 e le esecuzioni dei prigionieri che hanno sconvolto il mondo rubano la scena al piccolo articolo incorniciato a lato ma, se è possibile, il suo contenuto è ancora più scioccante.

Per la prima volta dalla fine della Guerra fredda la Germania si appresta a invitare i suoi cittadini a mettere da parte scorte di acqua e cibo per far fronte a eventuali catastrofi o attacchi armati. Il piano di difesa civile lungo ben 69 pagine è in attesa dell’approvazione del governo tedesco e il tema non lascia dubbi; stando al testo: “Un attacco al territorio della Germania che richieda una difesa nazionale convenzionale è improbabile… tuttavia risulta necessario prepararsi ad un simile sviluppo in grado di minacciare la sopravvivenza che non può essere escluso per il futuro”.

Il grande quanto sconosciuto pericolo cui si fa cenno, sono i cosiddetti conflitti ibridi, quelli cioè in cui il nemico ricorre ad armi e metodi non convenzionali, tipo virus informatici o azioni di sabotaggio sul territorio. In quelle poche righe riportate nella colonnina colorata a lato pagina, si legge la traduzione più evidente e raggelante dello stato d’animo di un’intera nazione, la seria preoccupazione di un intero governo, la possibile impasse di un sistema (quello occidentale) convinto di fatto che il peggio debba ancora arrivare. Pensi a un attacco informatico e il rimando immediato è alle catastrofiche conseguenze di un blocco totale o parziale dei nostri sistemi, difesa, comunicazione, banche; pensi ad un sabotaggio e il primo pensiero corre al blackout energetico o all’avvelenamento delle falde o dei bacini d’acqua.

Non ci vuole molta immaginazione per sentirsi tutti potenziali vittime dinanzi a strategie di questo tipo, non convenzionali appunto, ma non per questo non praticabili purtroppo. I fatti recenti dimostrano che l’Isis, di fronte ad una coalizione armata impegnata in una guerra vera, perde terreno strategico e risorse umane, vede assottigliarsi il numero dei nuovi martiri e ridursi in modo drastico i confini e l’influenza del Califfato, ma sono proprio i colpi di coda del serpente schiacciato che è più difficile prevedere e controllare… la Germania forse si prepara allo scenario peggiore.

 

 



Rubrica di Nuovo Progetto