Sermig

Una commedia in corso

di Davide Bracco - E rieccoci dopo la pausa estiva. Come ormai ben sapete la ripresa della stagione cinematografica è scandita dalla Mostra del Cinema di Venezia, il più antico (risale agli anni Trenta del secolo breve) dei festival cinematografici.

E come al solito la Mostra deve difendere le sue scelte riguardo ai film italiani in programma. Sport nazionale di critica giornalistica è infatti quello di impallinare i film italiani, pratica autolesionistica che ci contraddistingue da tempo: quest’anno il vulnus è rappresentato da un film, PIUMA, di Roan Johnson (regista londinese solo di nascita ma toscano per vissuto personale) al quale si rimprovera il fatto di essere una commedia, perlopiù leggera (di solito le commedie…) e quindi non degno di far parte del paludato concorso di film (!). Ai più e ai non addetti tale polemica risulterà certamente risibile, maggiore sarà invece la curiosità nello scoprire il film, in sala a partire dall’ultima decade del mese di ottobre.

Ferro e Cate sono due ragazzi romani 19enni all’alba dell’esame di maturità ma anche alle prese con un avvenimento importante e inaspettato quale la scoperta di una maternità. Pur turbati, i due ragazzi accettano la sfida (leggeri come una piuma – da qui il titolo – e con il cuore dalla parte giusta) e decidono di far fronte ad una responsabilità inaspettata che stravolge non solo la loro vita ma anche quella dei rispettivi genitori: quelli di Ferro prima li aiutano e poi vanno in crisi, quelli di Cate più assenti e in difficoltà di lei.

Roan Johnson (classe 1974) è uno dei talenti più interessanti del nostro cinema, non solo regista ma anche scrittore (Prove di felicità a Roma Est per Einaudi) e sceneggiatore di tutti suoi film (Primi della lista con Claudio Santamaria e Fino a qui tutto bene) compresa la serie tv di successo I delitti del Barlume (interpretata da Filippo Timi, Lucia Mascino e Alessandro Benvenuti). Tratto caratteristico dei suoi lavori è quello di avvicinarsi al mondo dei giovani con uno stile leggero e, nel caso di PIUMA, capace di interpretare le paure dei due protagonisti con uno sguardo più incantato che disincantato, quasi onirico e magico.

Una commedia che merita una chance. Un avviso a lettori e naviganti: attenti all’uscita perché ormai il mercato del cinema macina i film e li lascia in sala solo per pochi weekend. Come Saturno che divora i suoi figli.

 


  

Rubrica di Nuovo Progetto