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L’ISTAT implementa i BES

di Pierluigi Conzo - Il clima elettorale di queste settimane mi ha fatto soffermare su una riflessione del prof. Becchetti riguardo la scarsa capacità del PIL di offrire ai partiti di governo una fotografia attendibile sullo stato di benessere del Paese. Paragonando l’attuale tasso di crescita del PIL degli Stati Uniti (2.5%) con quello del 2009 (-2.7%) sembra che il partito democratico sia riuscito a tirare il Paese fuori dalla crisi. Eppure, i risultati elettorali mostrano un Paese sostanzialmente insoddisfatto. Caso ancora più emblematico è quello dell’Irlanda, in cui il partito di governo ha ottenuto il peggior risultato elettorale dal 2002, nonostante il tasso di crescita del PIL fosse del 6.6%.

Come ho più volte scritto in questa rubrica, la felicità e la soddisfazione di vita sono concetti complessi e il reddito, indicatore monodimensionale, fornisce solo una parziale rappresentazione del benessere dei cittadini. L’utilizzo di indicatori multidimensionali che tengano in considerazione altre importanti dimensioni di soddisfazione di vita sembrerebbe auspicabile, soprattutto per quei politici curiosi di conoscere l’esito delle prossime elezioni. Da qualche anno l’ISTAT ha implementato i BES (misure di Benessere Equo e Sostenibile). Si tratta di indicatori scelti attraverso un processo che ha coinvolto diversi attori sociali, politici ed economici e volti a misurare il benessere in 12 dimensioni: salute, istruzione, equilibrio lavoro-vita privata, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, patrimonio (culturale e naturale), ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi.

Le regioni italiane vincitrici, cioè più alte in classifica in termini di benessere multidimensionale (BES) rispetto alla loro posizione in termini di PIL, sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche e Toscana. Al contrario, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Valle d’Aosta sono le regioni “perdenti”, cioè con bassi livelli di BES rispetto alla loro posizione in termini di PIL. Le dimensioni che aumentano il benessere nelle regioni vincitrici sono l’istruzione, le relazioni sociali, il patrimonio culturale e l’ambiente per il Friuli; sicurezza, ambiente e patrimonio per la Basilicata; equilibrio lavoro-vita privata, relazioni sociali, patrimonio, ambiente e qualità dei servizi per il Veneto. I cittadini delle regioni perdenti, invece, dichiarano bassi livelli di benessere in termini di salute, relazioni sociali, sicurezza e ambiente (Lazio); salute, istruzione, politica e istituzioni, qualità dei servizi (Valle d’Aosta); relazioni sociali, patrimonio, ambiente, ricerca e innovazione (Liguria).

Queste differenze costituiscono un patrimonio informativo utile ad analizzare l’insoddisfazione dei cittadini rispetto ad alcune politiche, identificare dimensioni dove urge un miglioramento e captare, quindi, le possibili tendenze elettorali a livello locale e nazionale.


 



Rubrica di Nuovo Progetto