Sermig

Nozze di Cana

Icona delle nozze di Canadi Chiara Dal Corso - Raccontano il primo segno che Gesù compie per manifestare che è figlio di Dio, che in lui Dio è venuto tra il suo popolo per riconquistarlo, per rinnovare la sua alleanza e riprenderselo come uno sposo viene a cercare la sposa quando è l’ora delle nozze.

Queste icone vengono realizzate sempre a partire dalle raffigurazioni più antiche – rare ma non inesistenti – che si trovano nei mosaici delle grandi cattedrali bizantine o macedoni e in diversi meravigliosi affreschi dei monasteri greci e serbi, oltre che in miniature di manoscritti dei vangeli, per esempio quelli armeni. In questa composizione che si trova su una parete in un monastero del monte Athos ci sono tutti gli elementi: al centro, sotto il drappo rosso (segno dello Spirito, del velo del tempio, richiamo all’alleanza di Dio con l’uomo. Indica l’intimità di una casa, della vita quotidiana) la tavola imbandita, semicircolare che ci invita al banchetto, dove sono seduti gli sposi e qualche apostolo; in secondo piano a sinistra, più grandi come dimensioni, ci sono Gesù e Maria sua madre che parlano e che mettono in moto l’azione con un identico gesto della mano.

Maria con questo atteggiamento di grande confidenza, mentre indica il banchetto sembra bisbigliare all’orecchio del figlio “Non hanno vino”. Il figlio mentre si rivolge verso di lei per risponderle: “Donna, – termine che nel quarto Vangelo indica la sposa – che cosa vuoi?”, in realtà ha già acconsentito nel suo cuore a soddisfare il suo desiderio, nato da una premura per gli ospiti e gli invitati del banchetto. Con la sua mano destra infatti indica al servo di riempire le sei giare di acqua (6 è il numero dell’incompiutezza, la completezza è il 7, come i 7 giorni della creazione). Le giare di pietra contengono l’acqua per la purificazione rituale che Gesù trasforma nel vino della festa nuziale, presentandosi come lo sposo della nuova alleanza che attraverso di lui Dio stringe con tutti i popoli.







Rubrica di NUOVO PROGETTO