Sermig

Macchine

di Fabio Arduini - Lavastoviglie, mulino a vento, funivia, orologio a cucù, carriola, coltello, ruota, stampante 3D, grammofono... chi più ne ha più ne metta. L’elenco è aperto e la sfida è lanciata agli appassionati di classificazioni sistematiche: non finiremo mai di inventare, utilizzare, riscoprire e perfezionare le macchine di cui abbiamo riempito il mondo. Che bellezza le macchine!

Permettono di compiere lavori che neanche ci immaginiamo più, proprio perché abbiamo costruito strumenti che li compiono al posto nostro. Sono quasi insostituibili. Una possibile classificazione potrebbe prendere in considerazione le macchine che fanno bene al corpo e quelle che sono dannose: non è detto che ci siano macchine che finiscano solo da una parte o dall'altra. Infatti in genere uno strumento non è buono o cattivo, buono o cattivo è chi lo ha commissionato, progettato, utilizzato. Oppure saggio o sprovveduto chi lo usa: pensiamo all'automobile, potrebbe essere utilizzata per andare in fretta a portare compagnia a un amico costretto a letto, ma quante volte la usiamo per andare a farci gli affari nostri e ritrovarci imbottigliati come tutti quelli che se ne fuggono via dalla città tutti i week-end della propria vita.

Un dizionario del 1931 affermava che già allora l’automobile si stava affermando nella lingua parlata come la macchina per antonomasia (e infatti basta dire macchina e pensiamo al volante dell’auto), lamentando questo abuso linguistico perché invece il posto di macchina per antonomasia, secondo il curatore, spetterebbe alla bicicletta. Quale meraviglia tecnologica dell’ottocento la bicicletta! Una rivoluzione sociale paragonabile a internet. Una rivoluzione oggi decisamente snobbata, eppure non mancano le voci che ce la ripropongono, a svantaggio della troppo abusata automobile, e a vantaggio della salute e della ossigenazione del sangue per non dire altro.







Rubrica di NUOVO PROGETTO