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Dietro le quinte della moda

di Elisa D'Adamo - Da sempre la moda è un sistema nel quale si rispecchiano e dialogano le concezioni culturali, sociali ed estetiche delle persone.
Nella nostra epoca, essa è un elemento di congiunzione tra diversi linguaggi: quello cinematografico, quello delle nuove tecnologie (internet, social networks, e-commerce), quello musicale, quello vissuto da ciascuno nella quotidianità e, naturalmente, quello delle passerelle e dei negozi.
Come afferma la celebre studiosa di socio-linguistica Patrizia Calefato, “Il corpo rivestito è il territorio fisico in cui si realizza la performance visibile e sensibile della nostra identità esteriore. In esso, infatti, si esprimono i tratti individuali e sociali che riguardano il genere, il gusto, la sessualità, il senso di appartenenza ad un gruppo sociale oppure, viceversa, la trasgressione e l’estraneità rispetto ad esso”. La moda, quindi, non è solo abiti e accessori ma è soprattutto linguaggio ed esigenza di comunicare qualcosa di sé agli altri.

Il sistema moda si muove di sei mesi in sei mesi: generalmente per preparare la collezione estiva si lavora da novembre ad aprile, per quella invernale da metà aprile a fine ottobre.
Per quanto riguarda la moda donna, nel mese di settembre sfilano le collezioni primavera/estate, mentre a febbraio quelle autunno/inverno. Le proposte della moda uomo si tengono invece nei mesi di giugno e gennaio.
Ogni collezione segue un mood cioè un orientamento, una tendenza trasversale che si riversa sia nella collezione, sia nell’atmosfera costruita ad hoc sulle passerelle, grazie al lavoro di stilisti, parrucchieri, truccatori, tecnici e registi. Le sfilate più importanti sono quelle di Parigi, Milano, Londra e New York. In queste città hanno sede le case di moda più prestigiose e rilevanti per il mercato, le redazioni dei giornali di settore e molte aziende che ruotano intorno al business della moda: agenzie di comunicazione, studi fotografici, sartorie e distributori.

Accanto a questi mercati ormai consolidati, si stanno sviluppando nuove realtà legate alla moda e al costume in Cina, Russia, Giappone e nei Paesi emergenti quali gli Emirati Arabi e la Turchia, questi ultimi accomunati da nuove esigenze di stile, legate alla religione musulmana. Culture e tradizioni differenti a cui sempre più spesso gli stilisti, anche italiani, si rivolgono per ampliare i propri orizzonti e i propri guadagni.
Le tendenze delle collezioni cambiano molto velocemente per esigenze di mercato oltre che di costume. Nel quotidiano la moda viene rielaborata a seconda del proprio gusto personale, della propria fisicità e, ovviamente, della disponibilità economica. Una buona chiave di interpretazione dei suggerimenti stilistici risiede nella capacità di seguire le tendenze, senza cadere nella trappola dell’omologazione.
In questo modo ciascuno può fare del proprio estro, delle proprie esigenze e delle proprie peculiarità un punto di forza e di stile.







Rubrica di NUOVO PROGETTO