Per finta e per davvero

di Marco Grossetti - Sabato mattina alla porta dell’Arsenale della Pace bussa sempre uno strano signore di nome Bababit, con in testa un vecchio cappello bucato che dice essere magico, perché ci è caduta dentro una stella. Arriva dopo aver fatto colazione nel bosco con gli animali e racconta di un Paese che conosce soltanto lui, governato da filastrocche, leggi del cielo, parole e formule magiche, dove i bambini mangiano biscotti buoni per diventare ancora più buoni e compiere la loro missione: fare diventare buoni anche i grandi. C’è una fabbrica di caramelle speciali che non si possono vendere ma solo regalare agli altri; un signore di nome Felice Volo che gira con un carretto di attrezzi per volare in una città piena di odio, muri e paura: vuole fare giocare insieme tutti e distribuisce tappeti volanti, palloncini, bolle di sapone, ali di farfalla ed aerei di carta.

I bambini intanto non smettono un attimo di correre, urlare, saltare, fare la capovolta e poi farla un’altra volta, fino all’infinito, senza aver apparentemente ascoltato mezza parola di tutte quelle storie. Pochi giorni dopo però, cosa succedeva per finta nelle favole, diventa un piccolo gesto d’amore che esce per davvero dal cuore dei bambini. Nonostante Bababit sia ancora nel bosco ad aspettare da 15 colazioni il risveglio degli animali, senza sapere che sono andati tutti in letargo, all’Arsenale arrivano uno alla volta tanti bambini. Andrea, è un bimbo cinese e porta in dono una scatola di matite colorate dentro un elegante pacchetto blu carta da zucchero con un fiocco fucsia, per i bambini che non ce l’hanno. Marwa, invece, arriva dal Marocco con un pacco nuovo di caramelle gommose zuccherate alla coca- Bababit, l’incontro con uno strano signore all’Arsenale di Torino.

Per finta e per davvero cola, molto preoccupata su quale sarà il momento giusto della giornata per distribuirle a tutti gli altri bambini. Nada è una bimba di origine egiziana, che dopo aver interpretato in uno spettacolo il signor Felice Volo, ha una busta piena di giocattoli, probabilmente rubati al fratello che stava dormendo, per far giocare tutti. Manuel e Ahmed non sanno neanche bene loro da dove vengono, ma portano una piccola moneta che ognuno custodisce nella mano come il tesoro più prezioso, cercando un’altra mano che ne ha più bisogno della loro. Wissal, invece, arriva forse direttamente dal cielo, con una lettera in cui dice di avere una bellissima missione da compiere: la missione Peace and Smile, per far vincere finalmente la pace e i sorrisi.

Non importa se Andrea ha costretto la sorella a impacchettare il suo regalo o se Marwa ha mangiato metà delle caramelle che voleva distribuire, se tra i giochi rubati da Nada al fratello ci sono un uomo-ragno senza un braccio, rimasto appeso a chissà quale grattacielo, una dama senza le pedine ed una scuderia di macchinine a cui il vicino tirannosauro deve aver mangiato il tetto per la fame. Anche se con le monete di Manuel ed Ahmed si può comprare a malapena una caramella e mezza, la missione Peace and Smile è cominciata per davvero: per far vincere la pace e i sorrisi i bambini sono disposti a tutto.

 

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