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Font dislessico

di Renato e Valentina - La dislessia comporta la difficoltà nell'effettuare una lettura accurata dando problemi di comprensione del testo, complicando parecchio la vita scolastica. Il dislessico tende a confondere tra loro alcune lettere, che nei principali font tipografici sono simili tra loro come la d e la b, speculari, oppure la p e la b. Spesso anche la distanza troppo breve tra una lettera e l’altra e tra le parole e le righe influiscono sulla concentrazione del soggetto dislessico. Partendo da queste considerazioni, le Edizioni Angolo Manzoni di Torino hanno condotto uno studio per ideare un nuovo font.

La motivazione di Federico Alfonsetti è stata trainante nella realizzazione del progetto. Quando ha visto il migliore amico di suo figlio presentare un problema del genere, si è preso a cuore il problema: “Non si poteva rottamare in quel modo il cervello di un bimbo così intelligente!”. Nell'arco di alcuni anni Alfonsetti ha sviluppato il carattere EasyReading, brevettato e riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico e approvato da studi scientifici indipendenti.

La dottoressa Christina Bachmann, psicologo e psicoterapeuta di Prato, ha condotto uno studio su un ampio campione di oltre 500 alunni della scuola primaria e ha attestato che “I risultati, significativi sia dal punto di vista statistico che clinico, ci consentono di affermare che EasyReading può essere considerato un valido strumento compensativo per i lettori con dislessia e un font facilitante per tutte le categorie di lettori”.

Il segreto? Fare in modo che nessuna lettera sia uguale ad un’altra, usando dei riccioli. In questo modo la p non è fatta come una d capovolta, ma i contorni sono diversi, così che il cervello sia in grado di distinguerle sempre come due lettere distinte. Un piccolo grande segreto che può cambiare la vita e permettere a chiunque di godere delle pagine di un buon libro e gustare il piacere di imparare cose nuove a scuola.

Renato e Valentina
IBONOMOS
Rubrica di NUOVO PROGETTO