Sermig

Silenzi

di Andrea Go - Scrivere tanto per scrivere non mi è mai piaciuto. Ma a volte mi capita di doverlo fare, di ritrovarmi a guardare un monitor bianco e chiedermi: mo’ che scrivo? Non è mai un buon segno, e soprattutto può essere il preambolo dello scrivere cose inutili se non dannose. Poi penso a quanta carta viene prodotta ogni giorno e a quanta di essa sia sprecata. Ad esempio, questo quadratino che mi ospita? Per non pensare poi a quanta energia elettrica viene usata per tenere accesi computer, per caricare tablet, smartphone, dentro ai quali si leggono cose.

In primo luogo devo senz’altro a quella foglia o a quel watt perduto di dare il massimo impegno in quel che scrivo, ma è inevitabile che riecheggi in me una frase di mio nonno: “Se non sai cosa dire è meglio stare zitto, se sai cosa dire dillo prima a te stesso e dopo che te lo sei detto taci...

Ci sarà un giorno in cui non dovrai neanche più dirtelo perché lo saprai già”. Mio nonno e questa sua frase mi accompagnano sempre. Ci penso e ci ripenso e credo che in un mondo perfetto ci guarderemmo tutti in faccia senza sentire il bisogno di dirci niente, senza più il bisogno di dire la nostra, senza commenti nei blog, sotto i video, sotto gli articoli, nelle chat, niente auguri copia incolla per Natale e Capodanno, niente frasi di rito, niente orzate con latte. Un mondo senza opinioni... sembrerebbe fantastico. Poi mi giro verso mio figlio, mi dice: “Papi lo sai che ti amo?”. Allora mi sciolgo e mi dico che qualche parola sarà meglio lasciarla.

Andrea Go
ORZATA CON LATTE
Rubrica di NUOVO PROGETTO