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Il velluto torna di moda

di Elisa d'Adamo - Nel dizionario della lingua italiana, il velluto viene descritto come tessuto con il pelo. Di gran moda negli anni passati, torna a rivivere in tutto il suo splendore nelle più importanti collezioni invernali del 2017 e c’è già chi assicura che sarà di grande tendenza anche nelle prossime sfilate primavera-estate. Questo tessuto veste gli abiti, ma anche gli accessori, con quel tocco prezioso che rende particolare ogni abbinamento. È oggi proposto in differenti colori e declinazioni, per interpretare le esigenze di tutti.

Il velluto ha una storia antichissima; il suo nome deriva dal termine latino vellus che significa vello, mantello, copertura di pelo fitto. Questa stoffa può presentare sul dritto due differenti tipi di lavorazione: a pelo fitto e rasato per formare il velluto unito oppure a piccoli anelli di filo per formare quello riccio. Le fibre utilizzate possono essere la lana, la seta o il cotone, quest’ultimo rappresenta la tipologia più diffusa. A seconda delle lavorazioni si possono ottenere morbidi velluti lisci, operati come il classico velluto a coste, elasticizzati di più recente produzione e preziosi velluti jacquard.

Lucentezza e delicatezza al tatto sono le caratteristiche principali che hanno fatto la fortuna di questo intramontabile tessuto nei secoli. Le origini del velluto vanno ricercate nell'Asia centrale, in una zona compresa tra l’Iran e l’Iraq intorno al XIII secolo. Circa cent’anni dopo si diffuse anche in Italia, soprattutto a Venezia, Firenze, Lucca, Genova e Milano; poi a Torino dove, nel XVI secolo, il re Carlo Emanuele I volle avviare la produzione di questo tessuto presso un’istituzione assistenziale, con il lodevole obiettivo di insegnare un mestiere ai giovani più poveri. In tutta l’Europa, divenne fin da subito il simbolo dell’opulenza delle classi ricche e aristocratiche e venne largamente utilizzato non solo nell'abbigliamento, ma anche nell'arredamento e nell'arte.

Ciclicamente il velluto ritorna di gran moda, ricordiamo il suo vasto utilizzo negli anni ’70 e ’90. Quest’anno lo ritroviamo in una versione rivisitata: lavorazioni eleganti e dettagli preziosi inaspettatamente abbinati a capi casual dal tono informale.

Elisa D'Adamo
#USI&COSTUMI
Rubrica di NUOVO PROGETTO