Amici e basta!

di Marco Grossetti - Larisa e Fatima apparentemente hanno tutto diverso: il carattere, il colore dei capelli, degli occhi e della pelle, la religione, la cultura. 17 anni, sogni che riempiono testa e cuore inattesa di diventare realtà, abitano a Porta Palazzo, il quartiere più multietnico di Torino e frequentano l’Arsenale della Pace, dove ricevono e restituiscono affetto e amicizia. In un’età in cui è facile sentirsi fragili, insicuri, inadeguati, l’Arsenale è una casa dove possono sentirsi più forti, stabili, giuste. Insieme. Con altri ragazzi fanno parte di un gruppo dove possono non sentirsi mai sole, diventare l’una per l’altra punto di riferimento sicuro, cuore in cui rifugiarsi emano a cui aggrapparsi nei momenti difficili. Stanno imparando che amicizia è una parola sacra, magica, la più forte e la più grande del mondo, attraverso cui puoi non guardare l’altro con diffidenza come un nemico, un infedele, uno straniero o alzare muri diaria o di pietra per tenerlo lontano. Come raccontano loro, amicizia è preoccuparsi della felicità di qualcun altro prima che della tua, è qualcosa senza cui la vita non avrebbe senso.

Larisa.

Un amico è colui che è indispensabile nella vita di ognuno di noi, ma specialmente in un preciso periodo della vita: durante l’adolescenza.

Io ho 17 anni e non riesco ad immaginarmi una vita senza questo legame profondo e speciale. Rapporti così complicati, come l’amicizia, sono molto difficili da spiegare: sono formati da parti e situazioni contrastanti, fatti felici e fatti spiacevoli che si intrecciano e si legano a meraviglia fra di loro per formare un legame che molto spesso è più forte persino dell’amore. A differenza di questo, infatti, nell’amicizia, quella vera, non si sente il bisogno di accontentare e di dovere qualche cosa all’altro. Si è amici e basta, senza compromessi e interessi. Non bisogna dirselo, dimostrarlo da qualche parte o a qualcuno, basta che esista ciò che ci rende felici. Un amico è necessario per rendere ognuno migliore, è in grado, senza fartelo notare o pesare, di tirar fuori da te la bontà, la generosità, il rispetto, la fiducia, il coraggio, l’empatia: tutte le virtù dell’essere umano.

Tutto ciò non succede però con una persona qualunque, bisogna trovare quella con cui c’è una certa sintonia, una certa voglia di stare insieme e di aiutarsi a vicenda, quella a cui sai che puoi dire di tutto, senza vergogna o paura di essere giudicato. Possiamo definire amici molte persone, ma ad un certo punto, ci accorgeremmo che molti di essi sono solo conoscenti. Bisogna trovare l’amico giusto: quello che ti faccia sentire bene in qualunque momento, cheti aiuti durante le situazioni difficili, che ti faccia capire che stai commettendo un errore, che sia presente.

Questa è la mia personale definizione di amico e penso che ogni persona ne abbia una, non c’è una definizione esatta e una sbagliata, è tutto soggettivo ed è giusto che sia così.

Fatima.

Per me un amico è qualcosa di particolare, io con un amico condivido tutto, i momenti migliori e quelli peggiori. Con un amico sono sempre me stessa, sono sincera. Io ad un amico voglio bene, ma non parlo di quei “ti voglio bene” che sentiamo oggi, quelli detti così tanto per far colpo in qualche modo, quelli detti senza conoscerne il valore. Non mi riferisco ai “ti voglio bene” di Facebook, quelli detti ad una persona dopo chela si conosce da due ore, per chat. Io parlo di un voler bene sincero, vero. Un voler bene che si prova solo per le persone che nonostante tutto sai che non ti abbandonerebbero mai, per quelle persone che non solo apprezzano i tuoi pregi, ma adorano anche i tuoi difetti, per quelle persone che mettono da parte la loro felicità per vedere un sorriso sulla tua faccia. Per gli amici, insomma.

Ma cos’è l’amicizia? L’amicizia è quando prima di tutto accetti te stesso, quando accetti i tuoi difetti e ne fai un pregio, quando sei amico con te stesso, è quando anche con un’altra persona ti accetti e la accetti. L’amicizia è quell’unione che c’è tra te e una persona, una qualsiasi persona di qualsiasi nazionalità, colore o religione perché quella persona non sarà la tua amica cinese, americana o nigeriana, ma sarà la tua amica e questo basta.

Ed è questo il motivo per cui amo la parola amico, perché è una parola che mette in secondo piano tutto, le origini, il sesso, le differenze. È una parola che tu usi semplicemente per dire che nonostante la diversità voi siete amici. Il fatto però è che l’amicizia di oggi è tutt’altro, è un’amicizia che raramente ha a che fare con ciò detto prima, è esattamente l’amicizia che io avrei preferito non fosse mai esistita.

È un’amicizia falsa.

Quando parlo dell’amicizia di oggi mi riferisco ad un’amicizia superficiale, un’amicizia in cui un amico esiste solo quando serve e conviene, un’amicizia fatta di “ti amo e ti voglio bene” non pensati, detti per sembrare amici da una vita, quando ci si conosce da qualche giorno. No, io onestamente non voglio vivere in un mondo dove si è amici quando si ha bisogno o dove le persone non si accettano veramente. Io non voglio un mondo in cui si finge di volersi bene.



FOTO: DIEGO BARBIERI

 

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