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2017, l’anno del gallo

di Sandro Calvani - Con l’inizio del nuovo anno cinese il 28 gennaio 2017 si può fare un rapido bilancio dell’anno scorso e delle prospettive immediate a livello globale (Fonte: Banca Mondiale 2016).

1. Il numero dei rifugiati nel mondo è aumentato. All’inizio del 2016, 65 milioni di persone sono state cacciate con la forza dalle loro case, erano 60 milioni nel 2015. Più di 21 milioni sono stati classificati come rifugiati.
2. L’accordo globale sul cambio climatico è entrato in vigore. Il trattato negoziato a Parigi nel 2015 è stato ratificato nel 2016 da 118 dei 194 Paesi che hanno firmato nuovi impegni per combattere il riscaldamento globale. Uno degli obiettivi principali del accordo è quello di promuovere il passaggio alle energie a bassa emissione di carbonio.
3. Il commercio globale ha rallentato. Nel 2016, il commercio mondiale ha registrato la crescita più debole dall’inizio della crisi finanziaria in quasi tutti i continenti. L’Asia ha fatto eccezione mantenendo il primato della crescita economica.
4. Siamo tutti in rete. Sempre più persone sono collegate con i telefoni cellulari; per la prima volta più gente ha accesso a un telefonino che all’elettricità o acqua pulita. Tra poco sarà così anche per l’accesso a internet.
5. Un terzo dell’umanità ha meno di vent’anni. In circa 40 Paesi africani, i giovani sono oltre il 50%. Sono meno del 20% nei 30 Paesi più sviluppati.
6. Servono 600 milioni di posti di lavoro nei prossimi 10 anni. Un terzo degli 1,8 miliardi di giovani di tutto il mondo non sono né occupati né studenti.
7. Una persona su tre non ha accesso a servizi igienici. 2,4 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici decenti, e quasi un miliardo defeca all’aperto.
8. La maggior parte dei più poveri del mondo vivono in Africa subsahariana e in Asia meridionale, ma la povertà estrema è in declino in tutto il mondo. Aumenta invece la disuguaglianza estrema. La metà più povera del mondo possiede la stessa ricchezza delle otto persone più ricche al mondo.
9. Entro il 2030, due terzi dell’umanità vivrà nelle città. Ognuna delle 12 maggiori aree urbane del mondo hanno più di 15 milioni di abitanti. In Asia, Delhi, Shanghai e Pechino hanno triplicato la propria popolazione in 25 anni. Oggi, già più di metà della popolazione mondiale vive nelle città, e le città sono responsabili di oltre l’80% del PIL mondiale.
10. Cambia strada un numero record di economie. Nel 2016, 137 nazioni hanno realizzato 283 riforme economiche, cioè oltre il 20% in più rispetto al 2015. 54 dei Paesi più poveri hanno realizzato 113 radicali riforme economiche. Curiosamente sono proprio alcuni Paesi ricchi ad essere divenuti conservatori testardi e a dire no ad ogni riforma.
11. Il fumo di tabacco è aumentato in oltre 20 Paesi, per lo più a basso e medio reddito. Per esempio in Indonesia, nel 2016, i fumatori erano più di 70 milioni, 30% in più del 2015. Il tabacco uccide 6 milioni di persone l’anno, una persona ogni sei secondi. Giordania, Libano e Croazia sono tra i più forti fumatori al mondo.
12. La solidarietà internazionale ha raggiunto livelli record. Oltre 60 governi, sia nel Nord che nel Sud del mondo, aiutano altri Paesi in via di sviluppo. Per la prima volta l’aiuto pubblico allo sviluppo ha superato i 130 miliardi di dollari, che rappresentano un aumento del 6,9% rispetto al 2015. L’aiuto ai rifugiati è raddoppiato da 6 a 12 miliardi, anche se rimane solo l’1,7% del totale degli aiuti internazionali.
13. C’è sempre più complessità incompresa. Mentre la globalizzazione entra in ogni dettaglio della vita di ciascuno, la complessità della politica nazionale ed internazionale aumenta in ogni momento. Crescono purtroppo le risposte populiste/superficiali che, coscientemente o per ignoranza, fanno finta che le soluzioni siano semplici e non richiedano alcuna competenza specifica, e che basti magari l’onestà e la buona volontà. Mentre tutti esigiamo professionalità sempre più specializzate in ogni attività umana, molti accettano o desiderano che la politica sia l’unico spazio dove chiunque può dire la sua e governare anche senza sapere nulla.

Dunque il 2016 non è stato un annus horribilis. La realtà dell’anno cinese del gallo appena cominciato è ricca di chiari e scuri. Ci sono soddisfazioni per i risultati ottenuti e sfide da affrontare con urgenza nel 2017.

Sandro Calvani
ORIENT EXPRESS
Rubrica di NUOVO PROGETTO