Per non morire dentro

Cesare Falleti - CUORE PUROdi Cesare Falletti - Quest’anno l’inverno è stato freddo; quando i giornali scrivevano che in qualche parte dell’Italia eravamo arrivati a -21, cosa ben eccezionale, degli amici polacchi mi scrivevano, come fosse cosa normale, che avevano -22 o anche -24. Mi è venuto da pensare che forse ci manca un po’ di gratitudine e che lo sport preferito da tanta gente è quello della lamentela! È vero, non tutto è piacevole, e i disagi ci colpiscono tutti, ma il fatto di lamentarsi di tutto e di tutti mostra che siamo troppo chiusi nel nostro io, arrotolati intorno alla nostra persona.

Forse pensiamo che se ci chiudiamo come un riccio soffriremo di meno, ma proprio l’esperienza di questo clima deve insegnarci che non è rannicchiandosi che si soffre di meno il freddo, ma respirando con calma e a pieni polmoni, senza voracità, con la bocca appena socchiusa. Non si può giocare una partita rimanendo sempre in difesa e poi pretendere di vincere. In caso si rimane 0 a 0; ed è una delusione per tutti i tifosi che alla fine perderanno l’interesse al gioco. Se si vuole prendere gusto alla vita e al gioco è meglio perdere una partita giocata bene e con rischio, che pareggiare una partita che si rivela noiosa. Eppure tanti vivono solo in difesa, guardando la vita attraverso gli occhiali del sospetto. E poi si lamentano perché in un campo non arato il grano non ha dato frutto. Per evitare questo occorre guardare prima il terreno, com’è e di cosa ha bisogno, e poi agire secondo la nostra intelligenza e prudenza; infine attendere con pazienza, lasciandoci stupire dal risultato, piuttosto che deludere di nostri sogni irreali.

Il fatto di essere riconoscenti per ciò che è, piuttosto che imbronciati per ciò che non è, è questione di un certo tipo di educazione. La società, con molti mezzi e in molte maniere, ci spinge nel campo dell’irrealtà che talvolta è colorata dall’inutilità e sempre sorgente di amarezza, ma i nostri sensi, che sanno guardare, ascoltare, odorare, toccare e gustare, ci insegnano a godere di ciò che abbiamo, a lottare contro ciò che non è bene, ad essere contenti anche se la misura che riceviamo non è traboccante. Colui che ci promette una misura scossa e traboccante è il Signore, che la dà a chi si è mostrato generoso, anche nel poco; ma nelle cose di questo mondo c’è sempre un limite, altrimenti non ci sarebbe nessuna tensione verso la crescita, verso la novità, verso l’accorgerci di ciò che abbiamo, verso la pace di chi accetta di non avere, verso la grinta di chi vuole crescere. Ci sono molte situazioni dolorose, davvero insopportabili: guardare quelle degli altri e ingegnarsi per aiutarli è vivere ciò che vale la pena di essere vissuto; guardare le proprie difficoltà e scoraggiarsi, lamentarsi o accontentarsi di protestare, è lasciarsi morire, magari stando in una situazione invidiabile.

Bicicletta ricoperta di neveÈ una questione di scelte; non scelte esterne, di azioni o cosa, ma scelte di come agire e reagire all’interno di noi. La nobiltà dell’uomo sta in questo, ma se non si vive da svegli l’istinto domina e porta l’infelicità. Perché non siamo animali che si realizzano lasciando l’istinto condurli; abbiamo una capacità di scegliere e comprendere, valutare ed orientarci che fa sì che molta parte della nostra vita, soprattutto quella interiore, è nelle nostre mani. E nelle nostre mani è anche come accogliere e rispondere a ciò che supera la nostra libertà e ci costringe in situazioni che non sceglieremmo. Nel loro grande cammino verso la libertà, che leggiamo raccontato nel libro biblico dell’Esodo, gli ebrei erano continuamente messi alla prova: se mormoravano da disfattisti si insabbiavano, se, invece, lottavano e si lanciavano in avanti, raggiungevano sempre più la terra Promessa.

Cesare Falletti
CUORE PURO
Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

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